Il Tirreno

Grosseto

Il Cristo di Punta Cacciarella è danneggiato

Serve il restauro per la grande statua calata in mare 21 anni fa. Riportata a terra, si cerca uno sponsor

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STEFANO. Sulla Punta che divide Cala Cacciarella da Calagrande, sotto la scogliera che scende a picco verso le profondità marine, l’acqua del mare è cristallina e trasparente, i fondali sono fantastici. Proprio in questo contesto naturale 21 anni fa un gruppo di subacquei posizionò sul fondo del mare la statua del Cristo Redentore, Signore delle vette e degli abissi.

L’operazione fu ideata e realizzata dai sub dell'allora club Mascioli Stefano, per ricordare, commemorare e proteggere tutti coloro che con il mare, per lavoro o per passione hanno avuto ed hanno a che fare. L’impresa fu possibile anche grazie all’interessamento e alla collaborazione dell'allora parroco della comunità di Porto S. Stefano, don Angelo Comastri.

La statua, una fusione in bronzo di dimensioni al naturale e del peso di 250 chili, fu calata sotto le onde il 2 settembre del 1991. Racconta Massimo Barlettani che partecipò all’operazione: «Quel giorno furono moltissime le persone che parteciparono alla deposizione della statua, decine di imbarcazioni accompagnarono i sub fino al punto di immersione. Mi ricordo ancora quella data perché c’era un bel mare e un fresco vento di maestrale. Fu una toccante cerimonia e io ne ho un bellissimo ricordo. Ovviamente la statua è stata fino a qualche giorno fa, un punto di riferimento per le immersioni di migliaia di subacquei» ma, spiega Barlettani, a distanza di oltre cinque lustri le mareggiate, le correnti e gli agenti sottomarini hanno corroso il metallo. Tutto ciò e forse la trazione da parte di una rete o di un palamito, fatto sta che la statua è stata ritrovata divelta dal suo basamento in cemento armato di 8 tonnellate progettato a suo tempo dall’ingegner Mauro Ghini,e realizzato dalla ditta Bausani.

Sono stati gli stessi sub dell’allora club Mascioli, oggi staff subacqueo dell’associazione Accademia Mare Ambiente (la stessa che gestisce l’acquario di Porto S. Stefano), a rimuovere e a riportare a terra la statua per le dovute riparazioni e opere di restauro.

I sub dell’Ama colgono l’occasione per ringraziare Carlo, il comandante dell’imbarcazione “Cala Won”, per aver reso possibile il recupero ed il trasporto del Cristo fino al porto. Ma i sub non possono essere lasciati soli in questa impresa. Si spera in uno sponsor che vada loro in aiuto per il restauro del Cristo e la sua ricollocazione sul basamento ancora intatto e ben fermo nella sua posizione originaria.

Renzo Wongher

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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