Sicurezza
Anche i commercianti ko «Migliaia di euro in più»
GROSSETO. Se gli artigiani piangono, i commercianti certo non ridono. Una dura nota di Confesercenti Grosseto critica le manovre del governo, in particolare nei confronti delle piccole imprese. «Gli...
GROSSETO. Se gli artigiani piangono, i commercianti certo non ridono. Una dura nota di Confesercenti Grosseto critica le manovre del governo, in particolare nei confronti delle piccole imprese.
«Gli interventi di politica fiscale – scrivono – hanno influito negativamente sul reddito delle famiglie già nel 2011 e avranno come epicentro proprio il triennio 2012-2014, con interventi quali l’aumento delle addizionali e l’introduzione dell’Imu, o l’incremento delle accise.Per questo i consumi hanno cominciato a ridursi fortemente già negli ultimi mesi del 2011 e per l’anno in corso si prevede una riduzione di circa l’1,4%, che proseguirà anche il prossimo anno, con almeno un -0,5%. Anche gli operatori del commercio saranno colpiti dagli aumenti d’imposta introdotti dalle tre manovre varate nel secondo semestre del 2011».
Dopo l’aumento di 1 punto dell’Iva (dal 20% al 21%), ulteriori aumenti sono stati previsti dalla manovra Montie porteranno entro il gennaio 2014, le due aliquote rispettivamente al 23,5% e, al 12,5%.
«Abbiamo calcolato che l’impatto sui singoli nuclei familiari sarà di circa 680 euro. Il Dl 214/2011 ha aumentato poi le aliquote contributive pensionistiche di artigiani e commercianti iscritti alle gestioni autonome Inps per l’anno 2012 dell’1,3% ed in seguito dello 0,45% ogni anno fino a raggiungere il livello del 24% nel 2018. Si può stimare che per un piccolo esercizio commerciale l’aggravio contributivo oscillerà, a regime, fra i 1200 e i 2000 euro l’anno».
Fra gli esercizi commerciali, quelli che vivono di turismo risultano penalizzati anche dall’introduzione della tassa di soggiorno.
«L’anticipazione dell’Imu penalizzerà in misura particolare gli immobili strumentali. A fronte di questo inasprimento fiscale e contributivo, si stima un maggior prelievo annuo a carico di un piccolo imprenditore commerciale tra € 3530 e € 5180. Sulle liberalizzazioni, l’art. 41 della Costituzione afferma che “l’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con la utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”. In relazione a tali princìpi la legge statale o regionale ha finora dettato le regole che sovrintendono alla programmazione delle attività imprenditoriali; far venire meno questo impianto normativo, come abbiamo più volte espresso, rischia di mettere a dura prova la sopravvivenza delle nostre imprese».
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