Il Tirreno

Grosseto

Il centro commerciale lo fanno in 50

di Maurizio Bernardini
Il centro commerciale lo fanno in 50

Dopo tante discussioni è nata ufficialmente l’associazione. Ma le divisioni sui temi principali ancora restano

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Il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto? È ufficialmente nato il centro commerciale naturale del centro storico di Grosseto. L’assemblea che ha dato il via libera al soggetto unitario si è svolta ieri, nel primo pomeriggio, nella sala contrattazioni della Camera di commercio. Decisamente soddisfatti i principali artefici dell’accordo, su tutti ovviamente raggiante il neo presidente – eletto all’unanimità - Andrea Marchionni, titolare del ristorante il Rosso e Vino in piazza della Palma.

Scopo del Ccn sarà quello di promuovere e collaborare alla realizzazione di eventi che ravvivino il salotto buono della città, valorizzandolo e rendendolo più attrattivo sia agli occhi dei grossetani, sia a quelli dei turisti. Insomma, muoversi tutti insieme e verso la stessa direzione dovrebbe essere la logica conseguenza dell’adesione a questo nuovo soggetto organico. Anche se resta da capire come si comporteranno i commercianti su questioni che, inevitabilmente, hanno portato e porteranno divisioni, come ad esempio le aperture domenicali. Un nodo non di poco conto che deve in ogni caso venire sciolto: per vincere la sfida con la grande distribuzione, sempre più battagliera e radicata nelle abitudini della gente, è infatti indispensabile fare squadra ed affrontare delle scelte in modo unitario.

Peccato che gli esercenti, anche durante la stessa riunione di ieri, siano apparsi ancora troppo divisi da logiche e dinamiche particolari, poco inclini a rinunciare ognuno a qualcosa per il bene del gruppo. C’è sempre una forte diffidenza tra le parti chiamate a collaborare, una divisione – anche su cose tutto sommato banali - che, per lunghi tratti, è stata palpabile. Le stesse adesioni al centro commerciale naturale non sono poi state così tante come qualcuno si aspettava. Sono stati molti i commercianti che hanno deciso di disertare l’appuntamento, forse infastiditi da continui rinvii e giochi delle parti. Gli esercenti che si sono messi in fila per esprimere nero su bianco il proprio appoggio all’iniziativa sono stati solamente 48. Ed infatti è bastata poco più di un’ora di riunione per far intendere subito la musica a tutti: prima votazione e primo nodo da sciogliere, quanti soci sono necessari per indire un’assemblea straordinaria? Le storiche associazioni di categoria si trovano d’accordo ed esprimono, in modo netto, la propria posizione, «Devono essere il cinquanta più uno per garantire stabilità nelle scelte e far lavorare in serenità il consiglio» fanno sapere la direttrice di Confesercenti Gloria Faragli e Simone Baldassarri, responsabile eventi per Confcommercio. «No, deve essere salvaguardata la minoranza – ribatte Giampaolo Baldi, portavoce dei commercianti del centro storico indipendenti - noi chiediamo che l’assemblea straordinaria possa essere indetta tramite la richiesta del 30% degli iscritti». Si va all’alzata di mano, la stragrande maggioranza si schiera con la proposta degli indipendenti. Poi viene eletto il consiglio direttivo, composto da otto consiglieri più il presidente il cui voto, in caso di parità durante qualunque scelta, varrà doppio. Tutti resteranno in carica per tre anni. La sede del nascente Ccn è fissata nei locali dell’assessorato al commercio, in via Colombo 5. La quota da pagare per divenire soci è di 50 euro. Martedì prossimo la costituzione del Ccn otterrà l’ok dalla giunta,il giorno seguente sarà tutto registrato all’Agenzia delle entrate e Cciaa. Il tempo dirà se il bicchiere è mezzo pieno o mezzo vuoto.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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