Attenzione
Stupro nella roulotte, condannato a 7 anni
Pesante condanna per un manovale: dovrà anche versare 50mila euro alla ragazza
ORBETELLO. Aveva raccontato in lacrime di essere stata stuprata due volte, da un connazionale alloggiato temporaneamente, come lei, in un campeggio della zona della Feniglia di Orbetello. Lui era stato rintracciato e sottoposto a fermo: aveva raccontato che lei era consenziente, lo ha ripetuto anche davanti ai giudici all'ultima udienza. Ma non è stato creduto.
Pesante condanna per un cittadino romeno di 33 anni, Marius Gabriel Gramada: 7 anni, interdizione in perpetuo dai pubblici uffici e dagli uffici di tutela e curatela, più 50mila euro da versare alla ragazza costituitasi parte civile. Violenza sessuale con minaccia di morte per lei e per i suoi familiari l'accusa sostenuta dal pm Coniglio, che al collegio (Puliatti presidente, Muscogiuri, Compagnucci) aveva chiesto 6 anni.
I fatti contestati risalivano alle notti tra il 15 e il 16 e il 17 e il 18 febbraio 2008; all'epoca la ragazza aveva da poco compiuto i 18 anni. I due episodi di violenza sarebbero avvenuti nella roulotte dell'uomo, nel campeggio dove entrambi avevano trovato alloggio per il periodo invernale. Solo la seconda volta la ragazza si era decisa ad andare dai carabinieri di Porto Ercole. Gramada, manovale,era stato rintracciato mentrei stava tornando indietro dalla stazione ferroviaria verso cui si era diretto. Ai carabinieri, lei aveva raccontato di come era nata la conoscenza e di come lui la prima volta si sia presentato chiedendo un caffè. In occasione del primo episodio di violenza, aveva raccontato, era stata attirata nella roulotte con una scusa. «Cosa fai non ti spogli?», avrebbe detto l’uomo. Lei non avrebbe avuto il coraggio di ribellarsi né di raccontare a nessuno quanto le era accaduto. Ma tre giorni dopo la violenza si sarebbe ripetuta, più o meno con le stesse modalità: solo la scusa sarebbe stata diversa. Al mattino, però, la 18enne era andata dai carabinieri. Il fermo era stato convalidato anche se il tribunale del riesame aveva poi scarcerato l'uomo. «Lei voleva tenere nascosta la nostra relazione - ha detto Gramada ai giudici - perché io ero già sposato in Romania. Erano stati rapporti consenzienti. Abbiamo parlato, lei aveva chiesto tempo per dire tutto ai suoi fratelli, poi se ne era andata. Mi ero addormentato e quando mi ero svegliato mi ero trovato aggredito dai suoi fratelli, con la testa spaccata».
L'imputato era assistito dall'avvocato Giampaoli di Pistoia, la parte civile era rappresentata dall’avvocato Aldi di Orbetello .
Pierluigi Sposato
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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