Attenzione
Nuovo canile a La Botte: Enpa e Comuni ai ferri corti
FOLLONICA. È guerra aperta tra l’Enpa e i comuni di Follonica e Scarlino. L’associazione per la tutela degli animali ribadisce che il luogo dove si sta costruendo il nuovo canile (zona La Botte,...
FOLLONICA. È guerra aperta tra l’Enpa e i comuni di Follonica e Scarlino. L’associazione per la tutela degli animali ribadisce che il luogo dove si sta costruendo il nuovo canile (zona La Botte, piana scarlinese) è inadatto, per di più oggi che la nuova legge finanziaria della Regione Toscana impone ai Comuni di non costruire in aree pericolose.
«La zona della piana di Scarlino è notoriamente compromessa da inquinamento e soggetta a rischio idraulico, essendo vicina al fiume Pecora», sostiene Licia Cappellini, presidente della sezione locale dell’Enpa, motivando così la contrarietà del gruppo da lei rappresentato al progetto messo in atto dalle amministrazioni della zona. Il presidente dice di più, ci sono altri motivi che rendono la scelta “dissennata”. «Quello economico finanziario, non si vede perché si debbano sprecare soldi pubblici - continua Licia Cappellini - e quello strutturale, dato che il lotto scelto è troppo piccolo per la quantità di cani presenti attualmente». L’opera che ha un valore totale di 700mila euro è stata in parte (305mila euro) finanziata dalla Regione Toscana, e unisce gli intenti di tre comuni dell’area, Follonica e Scarlino appunto, così come Gavorrano.
La battaglia dell’Enpa iniziò appena fu resa nota la decisione delle tre amministrazioni di costruire un nuovo centro per la custodia dei cani randagi, ma nonostante ciò i lavori per la realizzazione del canile sono partiti da mesi e dopo un breve stop legato a problemi tecnici riprenderanno nei prossimi giorni. I sindaci di Follonica e Scarlino sono fermi sulla loro decisione. Pure stavolta respingono le accuse al mittente e si dicono convinti della scelta fatta. «Non accettiamo assolutamente - spiegano in una nota congiunta Eleonora Baldi e Maurizio Bizzarri, primi cittadini rispettivamente di Follonica e Scarlino - l’accusa di sperpero di denaro pubblico, che ci ha rivolto l’Enpa. Lo sperpero ci sarebbe stato se il finanziamento concesso fosse stato ritirato per decorrenza dei termini, e le tre amministrazioni avessero dovuto impegnare il totale del progetto e non solo la quota parte!».
Basta poi parlare della ristrutturazione del canile di Valli. «Quel luogo non è sanabile - sottolineano ancora i due esponenti dei governi locali - sostenendo che la legge regionale alla quale si riferisce la Cappellini non riguarda questo caso specifico, perché la limitazione non si applica ai progetti di opere pubbliche, previsti negli strumenti urbanistici vigenti, con i relativi interventi di messa in sicurezza idraulica, approvati prima della data di entrata in vigore della presente legge».
(p.v.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google