Sicurezza
Stupore e rabbia Il sindaco all’attacco sul caso Girasole
«Chi ci chiede i danni, nel 2010 firmò un accordo col Comune Fiducia agli uffici e controlli ancora più serrati sui villaggi»
FOLLONICA. «Un atteggiamento a dir poco incoerente”. Il sindaco di Follonica difende a spada tratta i suoi dirigenti e si dice pronta ad aumentare i controlli sulla struttura ricettiva.
La citazione in giudizio promossa da alcuni soci comproprietari del villaggio Il Girasole, che contiene pesanti accuse per il Comune e per due dei suoi funzionari, non spaventa Eleonora Baldi anzi, spinge il primo cittadino a essere ancora più rigida sulle sue posizioni.
Il fascicolo dell’accusa è stato recapitato agli uffici del municipio: 16 soci del Girasole hanno fatto causa all’amministrazione e ai dirigenti rispettivamente alle finanze e all’urbanistica, colpevoli a parer loro di «aver gestito tutta la vicenda (iniziata negli anni ‘90) omettendo dei particolari e agendo illegittimamente», chiedendo per questo un cospicuo risarcimento economico.
I soci sostengono di essere rimasti per alcuni anni nella convinzione «di aver acquistato singole unità abitative», si legge negli atti, che potevano essere da loro utilizzate senza limitazioni, «con il solo obbligo di concedere al gestore della struttura quegli alloggi per affitti stagionali».
L’amministrazione follonichese sarebbe colpevole insieme ad alcuni professionisti privati (anch’essi citati davanti al giudice) di aver contribuito a questa certezza, quando invece gli appartamenti dei villaggi non sono seconde case ma devono essere gestiti unitariamente e perciò immessi nel mercato turistico.
La perplessità maggiore di Eleonora Baldi riguarda il fatto che nel 2010 è stato firmato da tutti i soci del Girasole un accordo procedimentale con l’amministrazione, con il quale si pensava di aver chiarito la vicenda. «Questa citazione ci ha colto di sorpresa – dice il sindaco –perché arriva dagli stessi soggetti che hanno firmato con il Comune un accordo. Per quanto ci riguarda rimaniamo convinti della bontà delle azioni fatte, anzi non ci spostiamo di una virgola dal contenuto dell’accordo».
Il messaggio che la Baldi manda a chi ha promosso l’azione legale è chiaro: «La nuova causa ci obbliga adesso a una puntigliosità maggiore nei controlli su quella struttura: voglio che sia chiaro che i dirigenti lavorano per la città e non per se stessi, a loro va la mia piena e totale fiducia».
Un monito che non fa certo presagire aperture al dialogo. E poi la citazione avrà conseguenze nelle trattative in corso con i villaggi Veliero e Mare Sì? «È scontato che questa vicenda crei momenti di riflessione». Già il clima non era dei migliori, ora tutto diventa più complicato.
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