Il Tirreno

Grosseto

Pitigliano, è Pietro Ferri l’uomo del Pd

di Antonello Carrucoli
Pitigliano, è Pietro Ferri l’uomo del Pd

Già capogruppo, è stato votato come candidato alle comunali dal circolo del partito. «Nella lista anche giovani di destra»

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PITIGLIANO. Classe 1955, capogruppo di maggioranza del Pd nel consiglio comunale, presidente della comunità montana fino al 2011, direttore della Cantina Cooperativa, Pietro Ferri concorrerà come candidato a sindaco della città del tufo alle prossime elezioni comunali del mese di maggio.

Ferri, come mai il Pd non ha puntato sul sindaco uscente col quale è stato alleato per 5 anni?

«Abbiamo sempre sostenuto Dino Seccarecci nel corso di questi anni, a volte anche con sofferenza politica per cui alla fine del percorso abbiamo ritenuto opportuno individuare altre scelte ed altre soluzioni politiche. D'altronde ci sono state delle evidenti incomprensioni all'interno di questa maggioranza che l'attuale sindaco, secondo noi, non ha gestito al meglio e per questo le scelte sono state altre. Restano gli ottimi rapporti umani, ma politicamente l'esperienza può dirsi conclusa».

E le primarie, perché non sono state fatte?

«Non abbiamo indetto le primarie entro il 15 marzo, semplicemente perché nessuno ha dato la disponibilità a parteciparvi; preso atto di questo il locale circolo Pd si è riunito e con votazione interna, fra tre candidati, a maggioranza, è stato indicato il mio nome».

Ma ciò che emerge è una vera frammentazione del Pd. «Perché parla di frammentazione? Io non la vedo proprio. Le persone che attualmente -sembrano in procinto di proporre la loro candidatura a sindaco a Pitigliano, non risultano nemmeno iscritte al partito»..

E l'accordo con il capogruppo del Pdl?

«Non è preciso chiamarlo accordo. Io sono stato contattato da alcuni esponenti del Pdl locale, con i quali ci siamo confrontati sulle problematiche del nostro territorio. E su alcuni punti avevamo idee comuni indipendentemente dalla diversa appartenenza politica. Nella lista che andrò a presentare ci sarà una forte componente giovanile senza tesserati del centrodestra».

Quali problemi intende risolvere?

«Il mio pensiero va ai giovani, che sono il nostro futuro, sui quali ammetto potevamo e dovevamo puntare di più. Ad oggi viviamo una grave crisi occupazionale: le prospettive per un giovane sul nostro territorio sono quanto mai difficili: dobbiamo impegnarci a creare un centro polivalente di aggregazione giovanile e di preparazione al lavoro, puntare sulle energie alternative, sulle cooperative dei servizi e sulla salvaguardia dell'enorme patrimonio ambientale ed archeologico che abbiamo la fortuna di avere. Un turismo di qualità e di sistema, un'agricoltura di nicchia sono fondamentali per il rilancio economico della nostra zona. Dobbiamo poi impegnarci, per quanto di nostra competenza, a promuovere anche il turismo termale».

In una campagna elettorale che potrebbe vedere concorrere ben 6 candidati a sindaco, se lei vincesse sarebbe interessato alla presidenza dell'Unione dei comuni?

«C'è uno statuto completamente da rifare a seguito della normativa regionale e ciò non è una cosa da poco; se gli altri sindaci dovessero convergere sul mio nome, anche in virtù dell'esperienza acquisita, non mi tirerei indietro, ma non sarei io a propormi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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