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Il Padule patrimonio del mondo intero

Il Padule patrimonio del mondo intero

Il ministero dell’ambiente lo dichiara di interesse internazionale per gli uccelli che vi stazionano

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SCARLINO. Il padule di Scarlino è di «interesse internazionale». A dirlo è il ministero dell’Ambiente, che ha conferito l’onoreficenza all’area maremmana, vista l’importanza che ricopre «come habitat degli uccelli acquatici. Una decisione arrivata sulla base di una convenzione, quella di Ramsar 8 di calibro europeo), relativa alle zone umide e accolta a Scarlino con molta soddisfazione. Infatti non è un titolo che i tecnici del ministero rilasciano a cuor leggero: ci sono dei criteri ben precisi da rispettare, basati sulla ricchezza naturalistica che la zona ha da offrire. E in questo senso il padule scarlinese è una vera miniera d’oro. Per questo dagli uffici romani non hanno esitato, una volta terminate le ricognizioni, a conferire l’attributo di “interesse internazionale”. Nella nota con cui viene sancita l’onoreficenza, infatti, si fa riferimento «all’importante ruolo che la zona umida riveste nel suo complesso per l’avifauna acquatica, soprattutto quale habitat di sosta e alimentazione durante il periodo delle migrazioni per numerose specie di uccelli acquatici», fra cui molte comprese in una direttiva della convenzione citata. Insomma, da oggi l’attenzione sull’area sarà massima, vista la sua importanza. Nel documento ministeriale sono molti i riferimenti alle qualità del padule: dalla particolarità dei suoi stagni alla varietà di vegetazione che ci cresce, dai materiali terrosi che contiene alle numerose specie di animali che ci vivono. Le «specie di fauna rigorosamente protette», presenti nel documento, sono il fenicottero, l’airone rosso, l’airone bianco maggiore, il tarabasso, l’albanella reale, il forapaglie castagnolo, il martin pescatore, il succiacarpe, il falco di palude, il gheppio, il cavaliere d’Italia, il tarabusino, l’averla piccola, la cannaiola e il torcicollo. Un elenco vasto, senza dubbio, da cui emerge a primo sguardo la presenza massiccia di uccelli. Il padule di Scarlino infatti è un punto di passaggio, “un’area di servizio” per tutti quei pennuti che attraversano centinaia di chilometri ad ogni cambio di stagione. E lì, in quegli stagni compresi tra il Puntone e il Casone, trovano riparo e cibo in quantità. È questa la chiave che ha aperto le porte del mondo alla zona umida scarlinese, risorsa internazionale per la tutela degli uccelli migratori. Ma come ogni altra onoreficenza, anche questa comporta degli obblighi. Nel caso specifico, fanno riferimento al Comune, alla Provincia ed ad altri enti competenti in materia. Il ministero parla chiaro: tutti questi «assicureranno, per quanto di propria competenza, il rispetto degli obiettivi di tutela previsti della Convenzione nell’ambito del territorio».

Alfredo Faetti

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