La manifestazione
Gattina rischia la vita intrappolata da un laccio
CASTIGLIONE. Una passione per i mici, una casa in campagna dove tenere dieci gatti non è un problema e la piccola Chicca che non si trova più. L’incubo di una donna di 39 anni è finito quando ha...
CASTIGLIONE. Una passione per i mici, una casa in campagna dove tenere dieci gatti non è un problema e la piccola Chicca che non si trova più. L’incubo di una donna di 39 anni è finito quando ha ritrovato la gattina. Ferita, quasi in fin di vita, per essere rimasta intrappolata in un laccio, di quelli che utilizzano i bracconieri per catturare conigli selvatici e lepri. È successo a Castiglione. La gattina è stata salvata dal veterinario e l’Enpa, avvertita dalla proprietaria, ha presentato un esposto in Procura.
Lunedì la piccola Chicca da qualche ora non si faceva vedere sulla porta dell’abitazione della donna.
La signora è andata nel suo podere a cercarla e l’ha trovata seguendo il miagolio di un altro gatto che era davanti alla sua amica di avventure quasi esanime che cercava di farsi sentire in ogni modo. La micia era per terra, con un laccio d’acciaio al collo che le aveva procurato delle profonde ferite al collo. La donna, appena ha visto che la vita della sua gattina era davvero in pericolo ha tagliato quel laccio, rischiando però di essere denunciata. La trappola infatti era in un podere privato e la trentanovenne è dovuta entrare nel campo per liberare l’animale. Una corsa disperata dal veterinario che è riuscito a salvare la vita a Chicca.
Una storia, quella della gattina rimasta con la testa nel cappio, che non finisce certo con la guarigione della micia. Ma che per ora va avanti con una denuncia contro ignoti. «Il problema è che quelle trappole pur essendo in un terreno privato - dice Marlena Giacolini, presidente dell’Enpa - non possono essere attribuite al proprietario del fondo». Non c’è, in sostanza, la certezza che sia stato lui a piazzare quei lacci nel podere. «Ma questa è un’assurdità - aggiunge - è come se quando i carabinieri trovano della droga in tasca a qualcuno, non possono attribuirne il possesso».
La presidente dell’Enpa, comunque, non si è persa certo d’animo. È andata a Castiglione e da quel terreno ha portato via qualche trappola, che sarà consegnata nelle mani della Procura. «Quella gattina era straziata - dice - abbiamo anche avvertito i carabinieri che hanno fatto un sopralluogo in quel podere. Dovevano vedere con i loro occhi quanto fossero pericolose quelle trappole». L’indignazione della Giacolini non si arresta: «Il problema vero è che serve più sorveglianza - dice - e soprattutto pene più severe. Per chi fa queste cose, non serve una multa, ci vuole un processo penale». (f.g.)
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