Il dolore
“Funerale” del centro, firmano in 232
Dopo la protesta il consigliere Angelini presenta l’interrogazione. Il caso Chelliana tiene banco
GROSSETO. Si sono accodati in 232 all'allegorico corteo funebre organizzato da Casaggì, la “comunità militante” che si richiama alla destra identitaria, per celebrare i funerali del centro storico di Grosseto e della biblioteca Chelliana.
Tante infatti sono state le persone che hanno vergato il simbolico registro funebre sotto al gazebo allestito sabato scorso lungo corso Carducci. Quelle firme accompagneranno l'interrogazione comunale che Pierfrancesco Angelini, consigliere comunale del Pdl nonché esponente di riferimento di Casaggì, presenterà in municipio per ottenere una risposta scritta sulle sorti dei due “defunti”. A partire dalla biblioteca comunale che Angelini vorrebbe tornasse nella vecchia sede, in via Mazzini, e non venisse trasferita alla cittadella dello studente.
«Dove sarebbe anche a rischio idrogeologico, data la vicinanza all'argine. Inoltre la biblioteca comunale è cosa ben diversa da quella studentesca», dice il consigliere di centrodestra prima di affondare il colpo.
«Per il progetto che avrebbe dovuto riportare la biblioteca a Palazzo Mensini sono stati spesi tanti soldi pubblici che rischiano di risultare sprecati. Intanto paghiamo un affitto di 20mila euro al mese per i locali in via Bulgaria che, oltretutto, sono costellati di barriere architettoniche». Un palazzo storico che, tra le ipotesi ventilate, potrebbe ospitare l'università o il centro di documentazione degli etruschi in formato ridotto."
«Qualsiasi cosa andrebbe bene purché lo si salvi dall'abbandono. Ma l'università non credo perché mancano i soldi del Monte dei Paschi. Il centro degli etruschi sarebbe ridimensionato rispetto all'iniziale progetto faraonico». A maggio Casaggi farà un bilancio del primo anno di Bonifazi bis «che fino ad ora non ha realizzato alcuno dei progetti bandiera della campagna elettorale».
Per ovviare ai problemi della sicurezza e del degrado, Angelini si richiama allo spirito sociale che anima il proprio movimento. «Dovremmo istituire settimanalmente il “giorno della ramazza” in cui i cittadini puliscano in prima persona. E siccome le ronde sono vietate dalla legge, potremmo farle miste con volontari che affiancano la polizia municipale». Misure necessarie ma non sufficienti «se si continuano ad investire energie in centri commerciali e non in quelli storici», dove la crisi «abbassa le serrande e incattivisce i commercianti, basti vedere le difficoltà per realizzare il centro commerciale naturale ed i fondi che rimangono vuoti per gli affitti troppo esosi». Per Angelini il modello cui ispirarsi è Lucca, «mura ben tenute e centro storico vivo», altrimenti non resterà che recitare definitivamente il De profundis.
Lorenzo Santorelli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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