Toscana
Associazioni in tribunale per la gestione del porto
Costi di mantenimento della struttura troppo alti e nessun investimento «Dicono di dover licenziare. Eppure chi usa la struttura paga cifre record»
SCARLINO. «Fino ad oggi ci abbiamo messo il buon senso, adesso non ci rimane che rivolgerci al tribunale». Le associazioni Amici del Porto di Portiglioni e Comitato Porto Canale annunciano guerra alla proprietà ed alla gestione del Porto di Scarlino. Sotto accusa i costi di mantenimento della struttura del Puntone che i due comitati definiscono gonfiate, ingiustificabili e contraddittorie. «Come titolari dei posti barca intenteremo un’azione legale collettiva chiamando in causa anche l’amministrazione comunale ed in solido tutti gli amministratori che si sono susseguiti affinché ci venga riconosciuto il diritto ad una verifica dei costi» spiegano le associazioni che tirano fuori anche le cifre in loro possesso. «Le spese condominiali del 2012 sono aumentate di oltre il 35% rispetto al 2011 nonostante un impegno scritto per una riduzione del 5% che avrebbe reso più appetibile l’arrivo di nuovi utenti. Ai lavoratori che rischiano il posto per colpe non loro, ed a cui va tutta la nostra solidarietà, vogliamo far notare con chi abbiamo a che fare: le spese per il personale addebitateci per il 2011 ammontavano a 595 mila euro mentre per il 2012 Marina Management ci ha inviato un preventivo dove i costi del personale salgono a 759 mila euro, ovvero un aumento del 27,5%». Da una parte insomma chi gestisce il porto sostiene la necessità di una riduzione netta delle spese del personale perché eccessiva, con mobilità e licenziamenti e mettendo in ansia tante famiglie, dall’altra si chiede al soggetto pagatore, cioè gli utenti del porto, di sostenere un costo del personale di quasi il 30% superiore a quello dell’anno precedente. «Questi sono i veri problemi che affliggono il Porto - aggiungono - non c’è testa, non c’è coraggio, non c’è coerenza, manca una seria programmazione e tutto si lascia al caso». Le due associazioni non risparmiano critiche nemmeno al governo del territorio. «Invece di essere attenti allo sviluppo del turismo si è preferito rimanere sotto scacco di un imprenditore pieno solo di tante promesse, e di qualche elettore più interessato al particolare che alla partenza del Comparto 2. Oggi, in assenza di una ristrutturazione del debito con le banche, di un accordo con il Consorzio Etruria e di un Piano Industriale con investimenti veri e non solo promessi, purtroppo non intravediamo per i lavoratori, né per la clientela del porto, un futuro positivo. In compenso il sindaco ha preteso di firmare una nuova Convenzione con tutti i soggetti interessati del Porto, per il suo “rilancio”. La possiamo sintetizzare come l’ennesima “scatola vuota”, perché sostanzialmente contiene solo qualche promessa di “prebenda" per la comunità scarlinese. Insomma una Convenzione che da un punto di vista delle garanzie e dell’ effettiva esecuzione dei lavori è peggiorativa rispetto alla precedente che ci spinge infine anche a chiederci – concludono Amici del Porto e Comitato Porto Canale – quale ruolo abbia giocato l’opposizione con la sua astensione».
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