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Unipol agli ex clienti «Fatto il possibile»

Unipol agli ex clienti «Fatto il possibile»

MASSA MARITTIMA. La parole (piuttosto pesanti) dei clienti maremmani del defunto consulente Renzo Vannini sono arrivate fino a Bologna, da dove adesso torna la risposta di Unipol. La banca...

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MASSA MARITTIMA. La parole (piuttosto pesanti) dei clienti maremmani del defunto consulente Renzo Vannini sono arrivate fino a Bologna, da dove adesso torna la risposta di Unipol.

La banca interviene dopo che l’assemblea dei clienti ha iniziato una serie di incontri con le forze politiche, contemporaneamente a una campagna mediatica, per tenere alta l’attenzione sulla «grave vicenda originata dalla condotta del Vannini», come si legge nella nota dell’istituto di credito.

Infatti queste persone da tempo spiegano come i loro risparmi sia spariti insieme al consulente. Ma ci sono aspetti che non sono mai saltati fuori, come persone che hanno provato a sfruttare la situazione, secondo Unipol.

Ma partiamo dall’inizio. «La banca si è resa immediatamente disponibile a incontrare presso la filiale di Follonica coloro che dichiaravano di essere stati danneggiati per ricostruire la situazione di ciascuno attraverso la documentazione disponibile», si legge.

Qui sta uno dei noccioli: la rintracciabilità dei conti. Infatti, molte persone hanno detto di non essere in grado di ottenerla. Lo spiega anche Unipol.

«Spesso non sono in grado di produrre compiutamente la relativa documentazione giustificativa». In altri casi invece sono «soggetti non direttamente coinvolti ma semplicemente vicini a coloro che asseriscono di aver subito dei danni». Per di più, «tale documentazione è risultata manoscritta senza alcun riferimento alla banca, o aveva ad oggetto operazioni inesistenti», spiega Unipol.

In ogni caso, la banca «ha formulato proposte volte al soddisfacimento delle diverse richieste sulla base della documentazione fornita», senza contare che ci sono stati «numerosi incontri con i clienti, con i loro legali e con i rappresentanti delle associazioni di categoria, giungendo a concludere un numero soddisfacente di accordi transattivi».

Insomma, Unipol rimarca l’impegno preso in questa vicenda. Però le proteste continuano, culminate in quella lettera che l’assemblea ha inviato a tutti i sindaci delle Colline Metallifere. A questo proposito, la banca elenca alcuni casi, oltre a quelli già citati. Infatti, tra i firmatari ci sono «soggetti che avevano già concluso una transazione con Unipol o le cui pretese sono state rigettate in sede giudiziale». Ma non solo: «vi sono casi di soggetti che rispetto a quanto lamentato inizialmente in sede giudiziale hanno moltiplicato le loro richieste in conseguenza dell’inclusione di voci inizialmente non confermate, così come sono state avanzate richieste direttamente in sede giudiziale senza produrre la documentazione comprovante le perdite dichiarate». Tutto questo, ovviamente, «non ha favorito lo sviluppo dell’iter giudiziale ed ha reso più difficoltosa l’individuazione di soluzioni soddisfacenti per le parti interessate».
Alfredo Faetti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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