Il Tirreno

Grosseto

Tesoreria unica, il Comune fa ricorso

di Lorenzo Santorelli

Borghi: «Andremo alla Corte Costituzionale. Abbiamo già versato a Roma due milioni di euro. Chissà quando li rivedremo»

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GROSSETO. Il primato spetta alla Lega Nord che lo aveva definito un “esproprio centralista di Roma ladrona” . Ma la battaglia contro la tesoreria unica ormai non è più una prerogativa del Carroccio, così anche il Comune di Grosseto ha certificato nero su bianco la propria opposizione al travaso di soldi dalle casse municipali a quelle statali. La delibera approvata all’unanimità dalla giunta Bonifazi, infatti, autorizza il sindaco a proporre azioni giudiziarie per accertare la non sussistenza dell’obbligo del trasferimento di fondi e la manifesta incostituzionalità della norma.

Il decreto liberalizzazioni del governo Monti ha introdotto l’obbligo per gli enti locali di trasferire il 50% delle proprie liquidità di cassa allo tesoreria dello Stato dove poi, entro il 16 aprile, dovrà confluire anche la quota restante. La maggior parte degli amministratori locali, con una trasversalità politica e geografica, considera la norma alla stregua di un “furto” poiché li priva sia della liquidità di prima mano sia degli interessi che incassano dai tesorieri. Un ruolo che il Comune ha affidato, dopo una gara pubblica svoltasi a fine 2011, al Monte dei Paschi di Siena. «A febbraio per la prima tranche sono stati versati alla tesoreria unica circa 2 milioni di euro» dice Paolo Borghi, assessore comunale al bilancio, parlando anche lui apertamente di «scippo». «Erano risorse a nostra disposizione che non sappiamo come e quando ci verranno restituite». Un altro effetto collaterale di questo travaso di denaro è lo “spread” tra gli interessi che venivano garantiti dal Monte dei Paschi e quelli che verranno pagati dalla Banca d’Italia. «Un differenziale negativo che ci farà perdere decine di migliaia di euro». Nel motivare il no alla tesoreria unica, la giunta ha ventilato anche i profili di incostituzionalità rispetto a tre articoli della Costituzione: il 5 “che riconosce e promuove l’autonomia e il decentramento amministrativo degli enti locali”; il 118 che attribuisce le funzioni amministrative ai Comuni; il 119 secondo il quale “I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa” . Inoltre se il Monte dei Paschi era diventato tesoriere dopo una gara pubblica nella quale, tra i requisiti richiesti, « c’erano anche sponsorizzazioni per 60mila euro» come ricorda Borghi, la sua sostituzione coatta con la Banca d’Italia potrebbe prefigurare anche un’inadempienza contrattuale da parte del Comune. «Tutti motivi per i quali, in accordo con l’Anci toscana e nazionale, ci riserviamo il diritto di ricorrere alla Corte Costituzionale». Eppure il Pd, del quale l’assessore è uno degli esponenti cittadini più in vista, quella norma in Parlamento l’ha votata senza colpo ferire. «Non condivido la tesoreria unica e nemmeno l’introduzione dell’Imu. Però se sono stati reputati necessari dal governo dei tecnici evidentemente non c’erano alternative. Piuttosto dovremmo chiederci come mai siamo arrivati a questo punto. Insomma, da amministratore locale non posso che biasimarle, però se fossi un deputato probabilmente le avrei votate».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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