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Grosseto

Roccastrada e Ribolla vivono un incubo

Roccastrada e Ribolla vivono un incubo

Colpi quasi ogni notte, gli ultimi in un appartamento e nel bar davanti al Comune

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RIBOLLA. Uno stillicidio. Ogni mattina una denuncia: quando il tentato furto, quando quello riuscito; una notte nel mirino finisce la campagna, quella dopo i paesi. Se aggiungiamo che Roccastrada è il Comune più vasto della provincia…

Riassunto. Dei furti hanno perso il conto anche Emiliano Rabazzi e Fabio Bonazia, due ragazzi (uno di Ribolla, l'altro di Roccastrada) che diverse settimane fa si misero a mappare gli spostamenti dei ladri, che hanno creato partecipati gruppi su Facebook, che hanno incontrato le istituzioni e sono andati perfino nella tv locale a parlare di questa nuova piaga. Ieri notte, dopo l'assalto - riuscito - al market di Valentino Leoni, in pieno centro, a Ribolla, la visita è toccata alla signora Marcella Pazzaglia e a un'altra famiglia che abita a Casetta Papi. Furti non riusciti, perché il livello di allarme ormai è talmente elevato che basta poco per svegliare un condominio. Venerdì scorso - lo ricordiamo - il furto ai danni di Massimo Pantani, al Guido Riccio, a Montemassi. Sempre ieri notte il blitz al Bistrot, a Roccastrada, di cui diamo conto nell'articolo accanto.

Gli ultimi episodi. Il nipote della signora Marcella, lunedì, poco prima di mezzanotte, ha notato uno scaleo appoggiato vicino a una finestra. E' entrato in casa e ha avvisato gli altri. Insieme sono andati a vedere, dietro casa, e qui hanno trovato anche una pala; probabilmente i ladri volevano usarla per scassare la serranda. Immediata la telefonata ai Carabinieri. In breve un paio di pattuglie hanno iniziato a circolare per Ribolla ma dei malintenzionati nessuna traccia. Nelle stesse ore scena simile a Casetta Papi, con la gente in strada. Qui i ladri - scoperti - avrebbero tagliato per la pineta dileguandosi verso la zona industriale.

I segni nei campanelli. Da ieri si guardano con più attenzione i campanelli delle case. Sì, perché in quello di Marcella e del suo cognato c'erano dei simboli: un omino stilizzato con 2 stanghette (in quella casa ci abitano in 2), nell'altro campanello un omino e 4 stanghette (qui ci abitano in 4). I segni erano scritti a lapis e ci sono anche nei citofoni di alcuni appartamenti in via degli Alberghi. Ma non è tutto. Pare che nei giorni precedenti al tentativo di furto siano stati notati strani movimenti intorno alle case prese di mira. Marcella, per esempio, ha trovato la propria macchina con i tergicristalli alzati e ha pensato subito che potesse essere un segnale per qualcuno. Una donna, un volto sconosciuto, a bordo di un auto l'ha puntata un paio di volte e poi si è allontanata in fretta.

Il dibattito su Fb. L'esasperazione della gente si coglie per strada, nei bar, nei negozi. I furti sono l'argomento caldo. In questi giorni si stanno montando nuovi impianti di allarme nelle case, telecamere a 360 gradi nelle villette un po' isolate. Cose impensabili fino a un anno fa.

In Rete, intanto, il dibattito si sviluppa intorno alle cosiddette 'misure pubbliche' da adottare. E non mancano i messaggi xenofobi. Il Comune di Roccastrada è stato un pioniere nell'accoglienza delle popolazioni provenienti dalla ex Jugoslavia, un integrazione - diciamolo - non riuscita, con finanziamenti e bonus erogati a maglie larghe, che adesso stridono in una situazione di crisi del territorio e di disagio sociale.

È la cronaca, poi, che rende facile l'associazione tra certe tipologie di reato e alcune etnie. C'è quindi chi la butta in politica, chi se la prende con il numero esiguo di carabinieri presente nelle stazioni; chi minaccia forme di giustizia “faidate”'.

Un brutto clima, che purtroppo non tornerà sereno con un paio di arresti. (g.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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