Il Tirreno

Grosseto

Fotovoltaico, rabbia in val di Farma «Specchi da fermare»

Pareva che le ultime norme regionali mettessero la parola fine all’impianto di Collelungo, ma la partita è ancora aperta

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ROCCASTRADA. Un mese fa la giunta regionale ha fissato le regole per l'installazione del fotovoltaico a terra, un vademecum particolareggiato che assicura il corretto inserimento degli impianti salvaguardando paesaggio, risorse ambientali e culturali, produzioni agricole e agroalimentari, e al tempo stesso garantendo il minore consumo possibile di suolo. Ogni progettazione, in pratica, deve partire dall'analisi del rapporto tra l'impianto e la preesistenza dei luoghi.

A Roccastrada, dove da oltre un anno si combatte contro il megaprogetto di Collelungo (100 ettari di specchi nella piana dell'Aratrice), i Comitati - contrari all'operazione - avevano tirato un sospiro di sollievo. Ma chi riteneva che tutto fosse finito il 6 novembre 2011, termine stabilito per la presentazione delle osservazioni all'impianto della Ns e che il progetto fosse ormai in procinto di subire l'auspicata bocciatura nella fase delle valutazioni ambientali, dovrà ricredersi. Almeno per il momento.

La Regione, infatti, ha chiesto alla ditta proponente di produrre alcune integrazioni al progetto sulla base di osservazioni pervenute all'ufficio di valutazione d'impatto ambientale. E di recente i tecnici della Ns, Roberto Calvellini, Emanuele e Riccardo Ortimini, hanno inoltrato queste integrazioni. In particolare si tratta di alcuni paragrafi relativi ad osservazioni compiute proprio dal comitato Val di Farma.

«Siamo basiti - spiega Loretta Pizzetti, la portavoce - nessuno, dagli uffici regionali, si è preoccupato di informare il comitato su questa ulteriore appendice procedurale. Come si fa a non pensar male? La sensazione è che ci vogliano prendere per sfinimento, allungando l'iter, facendo la gimkana tra norme e disposizioni che, in realtà, sono molto chiare. Il 14 marzo abbiamo quindi inviato a Firenze una nostra ulteriore memoria sui 4 punti che amministrazioni interessate, tecnici delle strutture regionali e Arpat dovranno ri-esaminare. Si tratta, in pratica, dell'ennesimo contributo del Comitato alla discussione sul cosiddetto procedimento di verifica di assoggettabilità del progetto di Collelungo».

«A nostro avviso - sono ancora parole della Pizzetti - le ultime integrazioni dei tecnici locali poco di nuovo aggiungono a quanto scritto ed elaborato nel progetto originario».

Il Comitato Val di Farma ricorda poi che qui scorre il torrente Gretano, che siamo in una zona con presenza di nebbie e brine, che non è vero - come scrivono i tecnici - che gli impianti arborei riconducibili a vigneto e oliveto sono rari e che il terreno in questione ha potenzialità di mero pascolamento, «anzi l'Azienda agricola Collelungo ha a disposizione una superficie agraria che si presta a svariate coltivazioni grazie alla forte presenza d'acqua».

E ancora la Pizzetti ribadisce che da questa operazione avranno benefici economici pochi soggetti, con danni invece per i proprietari di aziende agricole e imprenditori del settore agrituristico della zona. «Chiediamo che il progetto venga sottoposto ad una attenta procedura di Valutazione di impatto ambientale in quanto va ad incidere notevolmente in aree di pregio». (g.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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