Finanza
Uffici postali, una raffica di chiusure
Si comincia da Casal di Pari, ma c’è il rischio di altri declassamenti. Il sindaco di Paganico Fratini promette battaglia
PAGANICO. «Noi la nostra battaglia per la sopravvivenza l’avevamo già combattuta anni fa. Ma evidentemente c’è ancora molto da fare per evitare che chiudano gli uffici postali delle piccole frazioni».
Incontro. Il sindaco di Paganico, Paolo Fratini, ha incontrato da pochi giorni il responsabile delle filiali grossetane di Poste Italiane Giuseppe Messina. La questione più immediata è quella della chiusura dell’ufficio postale di Casal di Pari, prevista per lunedì prossimo. Una soluzione che il primo cittadino sta provando a scongiurare in tutti i modi. Ma a rischio, come sottolineato (vedi a fianco) dall’intervento del consigliere Turbanti, c’è anche la prossima chiusura di Pari, il declassamento di Paganico e quello di Civitella Marittima.
Casal di Pari. «L’incontro con il direttore riguardava solo la chiusura dell’ufficio postale di Casal di Pari, degli altri casi ancora non so niente. Comunque ho scritto a Poste Italiane, a Roma - spiega il primo cittadino di Paganico – informando la società che siamo disponibili a valutare varie possibilità per venire incontro alle loro esigenza. Tutto pur non di vedere chiusi gli uffici postali del Comune».
Quelli di Casal di Pari e di Pari, tra l’altro, hanno subìto ridimensionamenti negli ultimi anni: sono aperti di fatto un giorno a settimana ciascuno. E anche quello di Civitella è stato “tagliato”, passando da 5 a 3 giorni di apertura.
«Se si continua di questo passo tra dieci anni spediremo le raccomandate solo da Grosseto - ironizza Paolo Fratini - Mi ricordo di aver passato una giornata di fronte alla prefettura per protestare contro queste razionalizzazioni. Pensavo che tanti problemi fossero risolti, ma evidentemente ogni volta le Poste vogliono togliere un petalo alla margherita. Basta che ci facciano sapere che tipo di servizio vogliono fare, ma di sicuro stanno disattendendo quello che avevano promesso negli ultimi incontri».
Uffici diseconomici. Alla sede regionale delle Poste, arriva una conferma di possibili altri tagli in Maremma. «Il decreto Gentiloni del 2008 consente la possibilità di chiudere quegli uffici che vengono considerati diseconomici. Troppe spese a fronte cioè di ricavi ridotti, per il basso numero di operazioni». E da Firenze arriva la conferma di un imminente nuovo incontro per parlare di rimodulazione dei servizi.
Disponibilità. Così Paganico, per voce del suo sindaco, si rende disponibile in ogni modo per scongiurare il peggio. «Abbiamo già una convenzione con le Poste per il servizio buoni mensa, potremmo attivarci per trovarne altre e autofinanziare, diciamo così, il servizio - dice Fratini - ma intanto venerdì abbiamo in programma una manifestazione a Casale di Pari per dire no alla chiusura». E la battaglia è destinata a proseguire.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
