Il dolore
Giocare con l’acqua per evitare gli sprechi
Giovedì l’appuntamento con i ragazzi delle scuole che partecipano al progetto dell’Unesco
GROSSETO. Quanta acqua serve per produrre un cesto di insalata? E per un piatto di riso? E per un pollo arrosto? E quali delle nostre abitudini possiamo migliorare per risparmiare la preziosissima risorsa idrica? Avere le idee chiare è importante ed è importante esserne consapevoli sin da bambini. Per questo il Club Unesco Grosseto Maremma, in occasione della Giornata mondiale dell'acqua, che si celebra giovedì, porta nelle scuole grossetane (il I Circolo con 6 classi elementari di via Giotto e via Einaudi oltre alla Scuola Media G. Pascoli con 9 classi) un gioco divertente e istruttivo, elaborato dall'Onu attraverso uno dei suoi rami più floridi, la Fao, e scelto per gli alunni grossetani tra una serie di materiali ludico-educativi, per sensibilizzare i cittadini più piccoli a un consumo responsabile della risorsa idrica.
Oltre a un poster da appendere nelle aule, alle classi che hanno aderito all'iniziativa sarà consegnato un giochino che insegna ai ragazzi quanti litri di acqua servono per produrre i cibi che consumano abitualmente. È un gioco molto semplice, in un inglese perfettamente comprensibile per gli alunni delle scuole, che serve ad avviare una riflessione, guidata e stimolata dagli insegnanti, sul consumo e lo spreco d'acqua.
L'iniziativa è realizzata in collaborazione con il Comune di Grosseto, assessorato alla Pubblica istruzione, Innovazione e Informatizzazione dell'ente, Welfare locale e Politiche sociali, Politiche giovanili, e con la Provincia di Grosseto, assessorato alle Politiche giovanili, Cooperazione internazionale e Pari opportunità, che hanno concesso il loro patrocinio.
«Il tema è di grande importanza, soprattutto in ottica futura – spiega il presidente del club Unesco Grosseto Maremma, Sergio Vasarri – ancor di più in un territorio come il nostro, la Maremma, dove le risorse naturali, in primis quelle idriche, rappresentano un patrimonio che i giovani devono sempre di più conoscere, apprezzare e tutelare. A tal fine si propone il coinvolgimento in un'attività di sensibilizzazione delle scuole elementari e medie, pur non escludendo una partecipazione – magari con strumenti differenti – delle scuole superiori».
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