Il Tirreno

Grosseto

Amiata Energia in crisi, Rifondazione all’attacco

di Fiora Bonelli

Critiche per la perdita in bilancio della società di cui il Comune possiede il 20% «È’ inutile che Verdi voglia ridurre le tariffe di 150 euro per avere più allacci»

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SANTA FIORA. Ì problemi di bilancio di Amiata Energia Spa e del teleriscaldamento di Santa Fiora, al centro del consiglio comunale di sabato scorso.

Ancora immutate e distanti le posizioni della maggioranza e della opposizione dei gruppi di Rifondazione Comunista e Ripartiamo dalla Gente, che da tempo attacca duramente ogni mossa dell'amministrazione comunale in fatto di teleriscaldamento.

E anche questa volta i due gruppi escono allo scoperto: «Escono non solo confermate, ma accentuate le preoccupazioni del nostro partito sulla società della quale il Comune è proprietario al 20%. Per ammissione del presidente, ingegner Mattarocci, sono state confermate tutte le difficoltà finanziarie che hanno provocato una pluriennale chiusura in perdita del bilancio che, nell'ultimo anno, è contenuta in "solo" 427.194 euro».

Le perdite a nuovo, iscritte a bilancio a giugno 2011, hanno un ammontare di 1.359.774 euro. Ma i dati dell'ultimo bilancio sono preoccupanti anche per quanto riguarda il conto economico; infatti, se nell'ultimo esercizio non si fosse determinata la vendita di titoli di efficienza energetica (certificati bianchi) per 118.449 euro, anche i ricavi sarebbero inferiori rispetto all'anno precedente. «Di contro, l'indebitamento consolidato è sempre attestato a oltre 20 milioni di euro - prosegue la nota di Rifondazione Comunista – cioè 9.664.351 verso istituti di credito e 10.606.585 verso i soci privati della stessa Società (Fumagalli Spa e Siram Spa); questo indica che vale poco vantare un credito tributario di 1.319.137 euro a fronte di un indebitamento così rilevante».

Anche sul fronte degli investimenti ci sono nubi, secondo l'opposizione. Ecco, dunque la stoccata al sindaco. «Gli ultimi lavori effettuati in via delle Mura e parte di Via della Peschiera, sono stati eseguiti solo grazie alla quasi totale copertura per 318.182 euro del Comune. In questa situazione parlare di revisione tariffaria per consentire una riduzione sulle fatture annue di 150/200 euro come fa il sindaco Verdi, appare un inutile esercizio demagogico».

«A detta del presidente Mattarocci, l'ipotesi di contenimento tariffario è realizzabile solo se c'è un incremento massiccio delle utenze servite dal teleriscaldamento, che al giugno 2011 erano 813. Si parla di un potenziale ulteriore di circa 600 allacci che di contro i cittadini interessati non vogliono eseguire, ritenendo evidentemente non utile o conveniente questo servizio. Di questa mancanza di “sensibilità” verso le opportunità offerte dal teleriscaldamento, non si trova di meglio che incolpare le “campagne politiche” fatte in questi anni a favore di tariffe più eque».

È una posizione talmente strumentale che non merita alcun commento. Infatti, aggiunge l’opposizione con la nota del capogruppo Bovicelli e del segretario Di Benedetto, «basterebbe rammentare le campagne pubblicitarie fatte negli anni scorsi dalla società e dal Comune, che garantivano costi di realizzazione degli impianti casalinghi, relativi agli allacci e alle tariffe, che sono lontanissimi dai costi attuali; forse i cittadini oggi fanno i conti con una crisi economica complessiva che non permette loro, non solo il teleriscaldamento, ma anche la semplice conservazione di una vita dignitosa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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