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«Un’asfissia prolungata»: così è morto Federico

«Un’asfissia prolungata»: così è morto Federico

Bimbo morto alla Feniglia, le conclusioni dell’esperto del gip smentiscono la madre. Ma la difesa contesta: la tempistica è diversa

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GROSSETO. Ciò che dice la madre del piccolo Federico è in contrasto con tutti i risultati autoptici, anche con la Tac. Impossibile che abbia respirato dopo essere finito nell'acqua della Feniglia perché dalla trachea in giù il suo apparato respiratorio era pieno di acqua. E se nel caso del primo episodio – quello avvenuto a marzo a Roma – il bambino è sopravvissuto, forse tutto era dovuto alla sua straordinaria voglia di vivere che gli ha consentito di superare una fase particolarmente critica.

Queste le considerazioni che il professor Vittorio Fineschi, ordinario all'Università di Foggia, ha esposto ieri davanti al giudice delle indagini preliminari Marco Mezzaluna che lo aveva incaricato di effettuare una perizia medico-legale per rispondere ad alcuni quesiti posti a proposito delle responsabilità di Laura Pettenello, commercialista romana di 46 anni, indagata per tentato omicidio e omicidio premeditato, per quanto avvenuto rispettivamente il 13 marzo a Roma e il 9 agosto alla Feniglia, nel 2011. Conclusioni che la difesa della donna (avvocati Caterina Flick e Bruno Leporatti) respinge: la donna ha sempre dichiarato che si è trattato di incidenti.

«Per molti aspetti non siamo d'accordo – dice l'avvocato Flick – Innanzi tutto, il professor Fineschi ha chiarito che la tempistica non è quella indicata nella relazione, cioè quella della permanenza per 5-8 minuti sott'acqua. Non è così». Ma il professore ha messo nero su bianco quei minuti... «Sì, ma Fineschi ha specificato in aula che l'annegamento è composto da fasi differenti». Interviene il professor Giancarlo Umani Ronchi, consulente della difesa: «Le fasi sono quattro. E non sono cinque minuti ma meno. Quei 5-8 minuti costituiscono un tempo classico che non coincide con lo stare sempre sott'acqua». C'è insomma una fase di “sopravvivenza”, successiva all'immersione. Negli 8 indicati vi sarebbe compresa anche questa.

E il primo episodio, quello del presunto tentato omicidio? «Anche su quella vicenda le conclusioni di Fineschi sono discutibili». Leporatti e Flick spiegano che la consulenza difensiva non è stata ancora redatta e che sarà consegnata a breve: ieri l'esperto è intervenuto brevemente per far porre alcune domande al professor Fineschi.

Il quale, parlando per poco meno di un'ora, ha riassunto in una relazione da 120 pagine le proprie conclusioni. Due i quesiti posti dal giudice: stabilire la possibilità che Federico abbia pianto dopo essere stato sott'acqua nella vasca di casa (13 marzo), stabilire la possibilità che il piccolo si sia addormentato dopo essere finito nell'acqua del mare (il 9 agosto). Negative, in entrambi i casi, le risposte di Fineschi, che ha lavorato sulle carte raccolte nel corso delle indagini: il pianto era precedente all'annegamento e le vie respiratorie erano completamente piene di acqua; alla Feniglia la morte era stata causata da una asfissia da annegamento prolungata, tra i 5 e gli 8 minuti appunto. Quando Federico fu adagiato sul lettino dello stabilimento balneare, una volta rientrato il pattino a terra, ormai era già morto, sempre secondo Fineschi. L'orario del decesso? Tra le 8,30 e le 11,30.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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