Il Tirreno

Grosseto

Ultimatum per Mare Sì «Zitti, o niente accordo»

La furia del sindaco: «La coop proprietaria del villaggio smetta di sventolare lo spettro del lavoro e pensi a rispettare le leggi. Sennò si va dritti al Tar»

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FOLLONICA. Nuovo ultimatum del sindaco di Follonica: se la cooperativa Mare Sì continua a pretendere un uso condominiale del villaggio salteranno le trattative per l’accordo.

Eleonora Baldi è inflessibile, o si cambia registro o andranno a monte i tentativi per trovare una soluzione che non faccia finire la questione nelle aule dei tribunali.

I continui messaggi lanciati dalla cooperativa Mare Sì al Comune, dove si sottolinea la necessità di riaprire il villaggio in un momento in cui i follonichesi hanno necessità di lavorare e si ricorda l’assoluzione del Tribunale di Grosseto per gli amministratori della cooperativa, hanno stancato il primo cittadino.

Il martellante far leva sulla grave crisi occupazionale che affligge Follonica come l’Italia intera, sostenendo che senza l’apertura di Mare Sì e villaggio Veliero si tolgono posti di lavoro e si mette in ginocchio la città del Golfo, è stata una mossa boomerang che invece di “intenerire” il sindaco ne ha moltiplicato l’irritazione, al punto da spingere la Baldi a inviare un messaggio chiaro alla cooperativa: basta con questo atteggiamento o si chiudono le porte per un accordo procedimentale.

Come già aveva dichiarato in passato, la Baldi anche stavolta sottolinea che il Mare Sì «è chiuso per volontà della cooperativa proprietaria, come risulta dalla comunicazione pervenuta al Comune verso la fine del 2010, dalla quale si desume che lo stesso è in restauro. Il Comune non ha mai ordinato la chiusura del villaggio, che ha tutte le autorizzazioni per poter funzionare», dice il sindaco.

E c’è di più: c’è pure l’invito a smetterla di “sbandierare” l’assoluzione dei due amministratori della cooperativa stabilita dal Tribunale di Grosseto, perché «il fatto che i soggetti di cui era stata ipotizzata la responsabilità penale siano stati assolti non fa venire meno l’accertamento, da parte di quel giudice, dell’illecito denunciato», spiega il primo cittadino.

«Il Comune ha notificato alla cooperativa un’ordinanza con la quale ha ad essa intimato di far venire meno l’illecita trasformazione del villaggio in condominio. L’ordinanza è del tutto in sintonia con l’accertamento del fatto avvenuto in sede penale».

L’amministrazione comunale è disponibile a un accordo a condizione che si rispettino le norme urbanistiche «che hanno inteso, tramite i villaggi turistici, creare una discontinuità con il turismo delle seconde case, realizzando un modello turistico di servizi e ad alto tasso di occupazione», continua la Baldi .

«La cooperativa sembra, tuttavia, voler insistere nel privilegiare il godimento diretto delle unità immobiliari da parte dei soci rispetto all’attività imprenditoriale turistica. L’uso diretto del villaggio da parte dei soci, come ha confermato la sentenza del Tribunale penale di Grosseto, non è conforme alla normativa; in più produce scarsa occupazione e scarse ricadute benefiche sull’economia locale. Una vera gestione imprenditoriale, invece, oltre ad essere conforme alla normativa, produce molta più occupazione sia diretta che indotta. L’azione del Comune è diretta a favorire l’occupazione e non, come strumentalmente si vuole fare credere, a deprimerla. Se la cooperativa insisterà nel voler pretendere un uso condominiale del villaggio la questione dovrà essere decisa dal Tar nell’udienza del 10 maggio prossimo». (p.v.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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