Il Tirreno

Grosseto

L’ippica cerca l’uscita dalla crisi

di Sabino Zuppa
L’ippica cerca l’uscita dalla crisi

Meno prelievi dalle scommesse per favorire la ripresa: al Casalone i politici indicano le soluzioni

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GROSSETO. La riscoperta del valore della tradizione ippica del paese e la diminuzione dei prelievi dei gestori sulle scommesse dei cavalli per far sì che queste diventino più concorrenziali rispetto alla miriade di tipologie di giochi che esistono sul mercato.

Sono stati i due filoni fondamentali individuati dagli operatori del settore e dalle associazioni di categoria del mondo delle corse dei cavalli che hanno così interessato i politici presenti ieri pomeriggio al convegno "Nuove frontiere per l'ippica"organizzato dalla società che gestisce l'ippodromo del Casalone. Un meeting lungo ma interessante al quale hanno preso parte l'onorevole del Pd Luca Sani ed il senatore Mura della Lega Nord che hanno così potuto ascoltare numerosi interventi di allenatori quali Ovidio Pessi e Fabio Carnevali, fantini come Miky Cadeddu, noto anche come attore nella fiction con Lino Banfi "Un medico in famiglia", e giornalisti del settore del calibro di Franco Castelfranchi inviato su tutte le piste del mondo per conto di Snai Sat e di Trotto e Turf.

Dopo un'introduzione del presidente Massai, Sani ha sottolineato il momento critico che il settore sta attraversano segnalando che lo stesso non può attualmente andare avanti da solo con i soli introiti delle scommesse, drasticamente calati col passare degli anni: per questo c'è infatti necessità che lo stato investa risorse nel settore e porti avanti un progetto che dovrebbe essere suggerito proprio dalle persone che tale settore vivono e caratterizzano. Sulla stessa linea ha continuato il senatore Mura invitando tutti a lasciare indietro le critiche ed a partecipare ad un lavoro comune che permetta in fututo di uscire dalla logica assistenzialistica che ha caratterizzato l'ippica negli ultimi decenni: l'interesse da parte del governo c'è e ne è la prova l'inserimento nel decreto fiscale (art.10) di una norma che trasferisce, seppur pochi, alcuni fondi al mondo delle corse dei cavalli. Un inizio ed una conferma che c'è anche volonta politica di interessarsi al mondo delle corse dei cavalli e salvare la tradizione storica del paese fatta dei vari Ribot, Varenne e Lanfranco Dettori.

Di carattere vario sono stati gli interventi dei rappresentanti di Unag, Assogaloppo ed Agit, che hanno evidenziato la tensione che aleggia nel dibattito con le istituzioni ed hanno comunque ribadito la volontà di rimanere più uniti e non presentarsi, come successo nell'ultimo incontro al Mipaaf, con ben 35 appartenentia sigle associative diverse suddivise tra allevatori, fantini, allenatori e via via tutti i restanti che lievitano nel trotto e nel galoppo. In particolare Sabina Breccia (Agit) ha rimarcato la necessità di abbassare i prelievi fiscali e dei gestori sullla scommessa ippica in modo tale che essa possa tornare ad essere più appetibile rispetto alle altre: di tono molto più polemico Fabio Carnevali (Assogaloppo) che, dopo aver rimarcato che la strada da percorrere sarebbe già stata evidenziata alla politica ha attaccato violentemente la concorrenza sleale delle slot-machine.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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