La manifestazione
Ippodromo, le case fanno ancora gola
Sin dallo scorso dicembre la società titolare chiede al Comune il via libera alla vendita “senza vincoli” degli alloggi
FOLLONICA. Vendere le foresterie per riprendere in parte i soldi investiti nell’ippodromo. Una delle tante soluzioni proposte dalla Follonica Corse e Cavalli al Comune di Follonica nella lettera dove si chiede una revisione della convenzione, è pure quella di inserire parte dei 167 alloggi nel libero mercato. La missiva inviata al sindaco Eleonora Baldi il 23 dicembre scorso parla chiaro: o l’ippodromo viene slegato dalle corse ippiche o (vista la situazione del settore) rischia di cadere in rovina.
E di quelle case oggi sotto sequestro della Procura di Grosseto cosa farne? «Quanto agli alloggi, ferma comunque una quota di essi da legare pertinenzialmente all’ippodromo – si legge in quella lettera –e ferma la disponibilità a verificare la possibilità di destinarne un’altra quota alle necessità del Comune e della collettività, si ritiene imprescindibile prevedere l’abolizione di ogni vincolo di utilizzazione da parte degli addetti come oggi previsto in convenzione. Solo, infatti, dalla vendita sul libero mercato di una quota rilevante di tali alloggi sarebbe possibile ricavare le risorse necessarie al recupero dell’investimento fatto sull’impianto, ferma restando l’eventuale obbligazione di Fcc al pagamento dell’eventuale differenza di oneri di urbanizzazione, ove quanto fino ad oggi già pagato non fosse sufficiente in base alle tariffe vigenti nel Comune di Follonica».
Ma cosa ne pensa il sindaco di questa possibilità? «Non si possono trovare soluzioni parziali o scorciatoie –mette subito le mani avanti la Baldi – l’ippodromo per essere una risorsa deve essere visto sempre nel suo complesso. Ho chiesto un incontro con la Regione proprio per discutere della situazione dell’impianto. Ma ribadisco, niente verrà fatto di nascosto sarà tutto alla luce del sole, con diritti e doveri sempre rispettati. L’interesse è che l’impianto sia vivo ma dobbiamo avere tutti i supporti formali e normativi».
Nessuno sconto, nessuna sistemazione provvisoria, per il sindaco la soluzione deve essere complessiva.
E in effetti la Fcc non parlava solo delle foresterie in quella lettera, anzi, il quadro era generale. «In primo luogo, è intenzione di Fcc incrementare fortemente le attività che, pur legate al mondo dell’ippica, non siano strettamente connesse alle corse al trotto. In secondo luogo, gli spazi e le strutture dell’ippodromo appaiono idonee a consentirne lo sfruttamento anche per attività invece del tutto slegate dal mondo dell’ippica, quali ad esempio l’organizzazione di convegni, concerti, mostre, mercati. Infine non secondaria appare la possibilità strutturale e funzionale dell’impianto per usi di interesse pubblico e generale della collettività da individuare e studiare in accordo con l’amministrazione comunale».
In questa lettera c’è poi molto di più: «Secondo un’interpretazione della convenzione le strutture complementari (bar, ristorante, clinica veterinaria, alloggi) rischierebbero comunque di rimanere sovradimensionate e fortemente sottoutilizzate. Al riguardo ci preme sottolineare come taluni vincoli che l’amministrazione comunale ritiene di desumere dalla convenzione secondo un’interpretazione che, come noto, la scrivente non condivide, costituiscano un altro degli elementi che ostano alla piena funzionalità dell’opera».
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