Il Tirreno

Grosseto

Edilizia, rivoluzione per l’abitabilità

di Francesca Ferri
Edilizia, rivoluzione per l’abitabilità

Il Comune cambia le regole: non si potrà vivere nelle case di nuova costruzione se l’urbanizzazione non è completata

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GROSSETO. Stop alla concessione di abitabilità per le nuove case se l’urbanizzazione del quartiere non è completata; fidejussioni liberate non prima che strade, illuminazione e verde pubblico non siano perfettamente funzionanti e penali per i cotruttori che sgarrano.

Il Comune rivoluziona le regole che stanno alla base dell’edilizia abitativa nel territorio e introduce una nuova convenzione che vincola i costruttori edili a rispettare i patti: le case non si possono abitare se l’intero quartiere non è completato fino all’ultimo tombino.

Il problema delle parziali o mancate urbanizzazioni non è nuovo in città. Lo sa bene chi ha comprato una casa appena costruita in un nuovo quartiere ma per la strada non ha i cassonetti della spazzatura, nessuno va a sistemare le aiuole e i lampioni non funzionano. Perché? Presto detto. Quando un impresario edile comincia a costruire nuove case su aree di campagna e perciò prive di servizi (fogne, strade, allacci), ha il compito di realizzarli ex novo. L’operazione si chiama, appunto, urbanizzazione. Tramite un accordo con il Comune, poi, l’ente collauda gli impianti e li prende in consegna; solo a quel punto diventa bene pubblico.

Il problema è che la costruzione delle opere di urbanizzazione non va (quasi) mai in sincronia con la costruzione delle case, così che i nuovi proprietari si ritrovavano con un appartamento completato, ma magari la strada ancora sterrata. E c’è di più: per avere l’abitabilità basta che luce, acqua, gas e fogne siano allacciati. Insomma: finiva che le famiglie andavano ad abitare in una zona ancora di cantiere. E il Comune, non avendo ancora preso in consegna l’area, non poteva metter bocca.

Le lamentele, da un capo all’altro della città, per anni non si sono contate: qui manca la luce dei lampioni, là mancano gli svincoli. Per questo il Comune ha deciso di mettere uno stop a questo scandalo e, tramite l’assessorato ai lavori pubblici e quello all’urbanistica, ha elaborato una nuova convenzione.

«La convenzione contiene diverse novità - spiega l’assessore ai lavori pubblici Giuseppe Monaci - che servono ad evitare che le ditte lascino le lottizzazioni abbandonate».

La prima riguarda la polizza fidejussoria a garanzia dell’avanzamento dei lavori. «Finora il Comune la liberava non appena finiti i lavori - spiega Monaci - ma d’ora in poi lo sarà solo quando sarà completata l’urbanizzazione».

Vengono poi introdotte delle penali per la ritardata consegna delle opere e l’obbligo di portare avanti i lavori con le opere edilizie. «Un tecnico del Comune farà dei controlli specifici - spiega Monaci - ma è chiaro che il deterrente più forte sarà il non concedere l’abitabilità prima che le urbanizzazioni non siano completate».

Infine una nuova modalità di esecuzione dei lavori: se l’importo è inferiore a 5 milioni, la ditta li fa direttamente; se è superiore, diventa lei stessa appaltatrice e dovrà bandire una gara d’appalto.

La convenzione è entrata in vigore, un po’ in sordina, due mesi fa. «Dispiace che il Comune venga spesso tirato in causa perché le aree verdi sono sporche e abbandonate o i lampioni non funzionano. I cittadini devono capire - spiega Monaci - che finché l’ente non prende in consegna le opere, è obbligato a non intervenire, pena l’intervento della corte dei conti».

Ma come l’hanno presa i costruttori? «Questa nuova disciplina è un bene per tutti - spiega l’assessore - perché non solo si evitano disagi alle famiglie ma si evita anche il rimpallo di responsabilità».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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