Il Tirreno

Grosseto

Alla Rimembranza anche il filo spinato nel regno del degrado

di Maurizio Bernardini
Alla Rimembranza anche il filo spinato nel regno del degrado

Scritte anche sui tronchi degli alberi e sul palazzo della Guardia di Finanza. E la troniera è semi abbandonata

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Fenomeni. Non c'è parola che possa meglio identificare chi, fregandosene di tutto e di tutti, sfregia monumenti, giardini e palazzi.

Prosegue il viaggio del nostro giornale lungo questo 2012, l'anno delle Mura e, ancora una volta, ci troviamo a dover fare i conti con chi imbratta la città.

Questa volta abbiamo fatto due passi lungo il bastione della Rimembranza, ma la musica è sempre la stessa, i murales sono ovunque: dagli alberi alle Mura sino ad ogni panchina, ogni cestino. Naturalmente divelto.

Alla base del bastione, il passaggio che porterebbe verso la sede dell'acquario comunale è chiuso da tempo. Salendo è facile imbattersi in una fontanella oramai distrutta e nello splendido panorama della troniera, tutta contornata da triplo filo spinato, una vera gioia per gli occhi.

Poi ancora murales, addirittura anche addosso al palazzo che ospita la sede della Guardia di finanza, alcuni scarabocchi hanno tanto di firma e data. Ecco, fermiamoci per un attimo: di solito è facile sentir parlare di ragazzi cui manca il buon esempio da parte dei genitori e della scuola. Fanciulli rintronati dalla televisione e dalla moda dei cellulari di ultima generazione. Certo, è vero che i sani valori di un tempo sono oramai un leggero ricordo. Così come innegabile è l'influenza di certi media ed il richiamo verso l'imitazione di modelli a dir poco discutibili, ma tutta la colpa non può certo ricadere sulla società contemporanea.

Tanti di quei fenomeni che imbrattano edifici, monumenti e arredi cittadini pagati con i quattrini di tutti non sono altro che dei deficienti, non certo semplici ed inconsapevoli vittime di un sistema distorto.

In ogni caso rimane innegabile la necessità di un apparato pubblico che funzioni e che non renda l'idea di uno stato d'abbandono irreversibile. Per recuperare le Mura, oltre ai soldi, occorre un lavoro di squadra cui devono contribuire tutti, non solo chi si trova in prima fila, forte e allo stesso tempo appesantito dall'onore e l'onere di governare.

Ma riprendiamo la nostra passeggiata, dall'alto del bastione è possibile ammirare l'ingresso del parcheggio al Vallo degli Arcieri. Tra le auto "lavorano" indisturbati una decina di venditori ambulanti e parcheggiatori. Il tutto, naturalmente, non è autorizzato, così come la merce è contraffatta. Prima o poi qualcuno si degnerà di porre fine a questa situazione?

Voltiamo lo sguardo e siamo colpiti nel vedere, ancora lì dopo anni, reti da cantiere e cartelli stradali abbandonati all'imbocco del solito parcheggio: qualcuno li leverà mai? Decidiamo di scendere e tornare nella piazza antistante il palazzo delle Fiamme gialle, lungo il tragitto incrociamo alcuni contatori della luce spaccati, proprio vicino alla sede della pro loco, ed una targa ai caduti lasciata marcire tra i rifiuti.

A pochi metri da lì c'è un altro ingresso alla troniera privo delle più elementari norme di sicurezza: il parapetto è infatti alto pochi centimetri e dà su di uno strapiombo di oltre tre metri.

Roba da rompersi l'osso del collo. Ma forse non lo vede nessuno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

L'approfondimento
Bolkestein

Spiagge, indennizzi: così verranno risarciti i balneari che perdono le aste – Come si calcola il valore da rimborsare

di Matteo Tuccini