Il Tirreno

Grosseto

Perizia psichiatrica, Matteo sotto esame

di Pierluigi Sposato
Perizia psichiatrica, Matteo sotto esame

Tentato omicidio dei due carabinieri, accertamenti dopo che gli specialisti della difesa lo hanno definito «border-line»

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GROSSETO. Una perizia medico-legale fatta eseguire dalla difesa ha accertato che Matteo Gorelli soffre di un disturbo della personalità: «è un soggetto border-line», hanno stabilito gli specialisti. Adesso l’accusa ha chiesto al giudice una perizia d’ufficio, per la verifica delle patologie. E il giudice l’ha accordata.

Venerdì 30 marzo il dottor Romano Fabbrizzi riceverà l’incarico dal giudice Marco Bilisari, che ieri ha tenuto l’udienza preliminare per il giovane di Cerreto Guidi sospettato di aver cercato di uccidere i due carabinieri della Compagnia di Pitigliano, Domenico Marino, 36 anni, e Antonio Santarelli, 43 anni, aggrediti il 25 aprile scorso, la mattina di Pasquetta, a un posto di blocco. Un’aggressione di cui sarebbero responsabili anche tre amici di Gorelli, minorenni e dunque giudicati dall’apposito Tribunale fiorentino.

Un’udienza durata circa un’ora e un quarto, compresa la mezz’ora che il giudice si è riservato per decidere sull’ammissione delle parti civili. Non si è parlato di riti alternativi e tutta l’udienza in camera di consiglio è stata dedicata alle questioni preliminari e alla perizia.

Matteo, 19 anni, c’era. Scarpe da ginnastica, jeans, giacchetto grigio, aria smarrita, è arrivato alle 9,15, accompagnato dal personale della polizia penitenziaria. È in carcere a Grosseto, in via Saffi. Ha sorriso brevemente ai genitori e al fratello, prima di entrare nell’aula. La mamma ha pianto. Non sono potuti entrare, babbo e mamma, nella camera di consiglio. Per loro c’erano gli avvocati Francesco Paolo Giambrone di Grosseto e Luca Tafi. I quali hanno presentato i risultati di una consulenza psichiatrica, firmata dalla dottoressa Carla Niccheri Gineprai, psichiatra fiorentina, e dalla dottoressa Carlotta Maggiorelli, psicologa e psicoterapeuta anch’essa fiorentina. «Il 1° luglio scorso - spiegano i difensori - avevano fatto un primo accesso. La dottoressa Niccheri ha voluto incontrare più volte Matteo prima di accettare. Poi hanno effettuato alcuni test e hanno ricostruito la storia di questo ragazzo. Oggi (ieri, ndr) abbiamo presentato un’integrazione. La consulenza evidenzia un disturbo della personalità, di tipo border-line». Il pm Giuseppe Coniglio ha avanzato quindi al gup la richiesta di una perizia per accertare la capacità di intendere e volere. «Sia chiaro - specifica Tafi - che l’eventuale riconoscimento di una semi-infermità mentale non potrà costituire un’attenuante ma solo una diminuente». La volontà è quella di capire, di non lasciare spazi d’ombra nella ricostruzione del dramma.

Matteo non ha parlato in aula. Si è lasciato riammanettare e poco dopo le 10,30 è stato riportato in carcere, mentre gli avvocati spiegavano ai familiari rimasti fuori cosa era avvenuto e cosa accadrà nelle prossime settimane.

Quel che accadde quel giorno, invece, è purtroppo noto.Gorelli insieme ai tre amici aveva raggiunto su una Clio la Maremma per partecipare a un rave party. Al posto di blocco era scattata l'aggressione che ha causato lesioni gravissime a Santarelli, in coma irreversibile in un centro specializzato in Emilia Romagna (la prognosi iniziale era di "trauma cranico con emorragia cerebrale"), e postumi a un occhio a Marino. Un'aggressione brutale: «quando ho preso il palo, i miei amici se ne sono accorti, io li ho guardati e loro hanno capito cosa volevo fare», aveva detto Gorelli nell'interrogatorio reso dopo l'udienza di convalida nella quale aveva scelto di non parlare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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