Il Tirreno

Grosseto

Crollano i consumi. Pure il pane è un lusso

di Francesca Ferri
Crollano i consumi. Pure il pane è un lusso

L’Osservatorio regionale presenta gli ultimi dati sul commercio in provincia Calano tutti gli acquisti, record per gli alimentari che passano da -1 a -6,1%

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GROSSETO. Un tracollo spaventoso, un tonfo come non si era mai visto da anni. Il commercio cola a picco e non è una sensazione: i grossetani risparmiano anche sul cibo con un calo degli acquisti generalizzato ma che, adesso, riguarda pure il carrello della spesa.

A distanza di un anno, negli ultimi tre mesi del 2011 le vendite negli esercizi al dettaglio sono calate del 3,7 per cento e, dalla piccola alla grande diffusione, tutte le tipologie di vendita soffrono la crisi con picchi in negativo fin quasi al 10 per cento per alcuni generi.

Lo spaccato arriva dall’Osservatorio regionale sul commercio che ha presentato nei giorni scorsi i risultati dell’indagine congiunturale relativa all’ultimo trimestre del 2011. I dati, elaborati e approfonditi dall’ufficio studi della Camera di commercio di Grosseto, rimandano a una situazione a dir poco preoccupante.

La piccola distribuzione (1-6 addetti) registra un calo del 5 per cento, la media distribuzione (6-12 addetti) -5,1 per cento. Solo la grande distribuzione sembra reggere meglio il colpo, ma anche qui il segno è negativo (-0,9 per cento).

Su cosa risparmiano i grossetani? Praticamente su tutto, adesso persino sui generi alimentari. Se l’andamento del volume d’affari nel primo e secondo trimestre del 2011 registrava rispettivamente -1,6 e -1 per cento, nel trimestre ottobre, novembre, dicembre, rispetto allo stesso periodo del 2010, gli acquisti di generi alimentari sono scesi in picchiata del -6,1 per cento (a fronte del -3,1 per cento in Toscana). Un vero crollo per il settore, anche perché l’ultimo trimestre è quello che, con le feste natalizie, dovrebbe semmai portare a un aumento dei consumi. La Cciaa spiega questo trend con l’aumento dei prezzi dei prodotti alimentari. È alla luce di questo dato che i grossetani preferiscono far la spesa in supermercati e grandi magazzini (+2,4 per cento contro lo 0,3 del dato toscano).

Anche il commercio di tutto quel che non entra in cucina soffre (-5 per cento) con il tracollo dell’abbigliamento e accessori che sono calati del 9,9 per cento, peggiore risultato dal 2005. Male anche la vendita di prodotti per la casa ed elettrodomestici (-4 per cento), e altri prodotti non alimentari (-3,4 per cento).

«Avevamo ragione - spiega Gianni Lamioni, presidente della Camera di commercio di Grosseto - quando qualche mese fa parlavamo della più intensa crisi economico finanziaria degli ultimi decenni con un’evidente penalizzazione soprattutto della piccola e media imprenditoria. Purtroppo anche le previsioni per gennaio-marzo 2012 non sono positive, la situazione è preoccupante».

«Il Comune - spiega il sindaco Emilio Bonifazi - dovrà fare uno sforzo enorme per venire incontro alle esigenze dei cittadini nell’erogazione di servizi e nel favorire un alleggerimento sulle piccole imprese a partire da un’applicazione più equa possibile dell’Imu sui negozi. Dovremo essere al fianco di imprese e associazioni di categoria in un rinnovato spirito di collaborazione. Anche le banche dovranno comprendere l’importanza strategica che ha per ogni territorio la propensione agli investimenti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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