Il Tirreno

Grosseto

Sedicenne ammalato di tubercolosi

di Matteo Baccellini
Sedicenne ammalato di tubercolosi

Frequenta il polo Bianciardi, è ricoverato al Misericordia. L’istituto resta aperto, da oggi i controlli su compagni e docenti

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GROSSETO. Prima l’assenza da scuola per alcuni giorni, poi il ricovero all’ospedale Misericordia, con febbre e tosse, infine le lastre ai polmoni e la certezza. Un ragazzo straniero di 16 anni, che frequenta la terza all’istituto del polo Bianciardi, ha contratto la tubercolosi.

Ricovero. Il giovane è stato ricoverato martedì scorso nel reparto di malattie infettive con un sospetto caso di tbc: una malattia di origine antiche, ma che ancora oggi può manifestarsi e che attacca i polmoni, trasmettendosi per via aerea attraverso goccioline di saliva emesse con la tosse.

A quanto pare il sedicenne l’avrebbe contratta dal padre, anche lui ammalato nelle ultime settimane, e convinto in modo errato di aver superato il problema dopo le prime cure. Il ragazzo non rischia niente di serio, dovrà curarsi con antibiotici per alcune settimane per sconfiggere il batterio. E ovviamente i suoi familiari e le persone con cui è entrato in contatto di recente, sono già stati sottoposti alla profilassi e alla protezione per verificare che non ci sia stato un contagio.

La conferma. Mercoledì l’Asl aveva già notificato all’ufficio igiene un possibile caso di infezione dal batterio Mycobacterium tuberculosis, chiamato anche Bacillo di Koch. La conferma è arrivata dalla lastra a cui è stato sottoposto il giovane. E ieri alla scuola di piazza De Maria sono arrivate le prime lettere spedite dall’azienda sanitaria, che ha avvisato i genitori dei giovani sulle precauzioni da adottare e sulla sorveglianza sanitaria.

Proprio una madre ci ha contattato allarmata. «Nella lettera ci viene spiegato cosa sia la tubercolosi e di come non sia semplice contrarre la malattia, ma è chiaro che c’è un po’ di preoccupazione per quanto accaduto. Vorremmo essere tranquilli di mandare i nostri figli a scuola».

La preside. Una preoccupazione che la preside, Daniela Giovannini, ha scacciato subito. «La scuola resta aperta, ci mancherebbe - ha detto - si tratta di un caso isolato di un ragazzo, tra l’altro molto in gamba, il primo della classe direi, che purtroppo era già assente da alcuni giorni. Si era sparsa la voce su una possibile polmonite, invece l’Asl ci ha informato con questa lettera del caso di tubercolosi».

Ieri i medici dell’Asl hanno approfittato della concomitanza con il consiglio di classe, per informare docenti, rappresentanti dei genitori e degli studenti sulle precauzioni da prendere.

Il test. Da stamani, per chi vorrà farlo, ci sarà la possibilità di sottoporsi al test di Mantoux, ovvero a un’iniezione sull'avambraccio di una piccola quantità di tubercolina: lo scopo è quello di conoscere la reattività dell'individuo ad una eventuale infezione da tubercolosi.

Niente allarmi. I risultati del test non saranno pronti prima di 48-72 ore da oggi, quindi non prima di lunedì. Nel caso in cui dovessero risultare negativi, nessun problema. In caso contrario, quindi di positività, non significherebbe affatto aver contratto la malattia, ma solo il fatto di essere entrati in contatto con il batterio e quindi di aver già sviluppato gli anticorpi per debellarlo. Solo in caso di sintomi precisi, successivi alla positività al test di Mantoux, come tosse e febbre, allora scatterebbero ulteriori test, tra cui la radiografia del torace.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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