Il Tirreno

Grosseto

Ospedale, allarme di Sel: «Interventi sospesi 10 giorni»

di Claudia Della Verde

Ma l’Asl smentisce subito: l’attività nei primi tre mesi è stata incrementata. Normale il calo vicino a Pasqua

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ORBETELLO. Grido di allarme da Sinistra Ecologia e libertà di Orbetello sull’ospedale lagunare. Sel mette l'accento sulla gravità della situazione, denunciando le politiche di risparmio che, a loro avviso, avrebbero portato la direzione sanitaria all'attuazione di un blocco dell'attività chirurgica-operatoria dal primo al dieci aprile 2012.

Ma a smentire Sel è la stessa Asl, che nega che ci sia una sospensione dell’attività, se non il normale calo che avviene, almeno per le operazioni programmate, nella settimana di Pasqua. La stessa Asl spiega che, nel primo trimestre del 2012, gli interventi programmati a Orbetello sono in lieve crescita rispetto allo stesso periodo del 2011.

Certo è che Sel, nel proprio comunicato, descrive uno scenario preoccupante senza troppi punti interrogativi. Sono loro che affermano che: «Fino alla fine di marzo – si legge –, al personale dedicato viene imposto un monitoraggio delle liste di attesa della sala operatoria, con la conseguenza di rimandare gli interventi o bloccarli del tutto, fatta eccezione per le urgenze. Tutto questo avviene per problemi di “budget”, cioè di risorse finanziarie assegnate alla unità operativa di chirurgia e ortopedia che, avendo subito un brusco taglio nel 2011 e 2012, oltre ad essere già suddivise per i due settori sanitari, sono state sforate, data la crescente domanda».

Secondo Sel a pagarne le spese sono sempre i cittadini, i quali non trovano risposte ai loro bisogni sanitari. «Ticket, superticket, tagli ai fondi sanitari nazionali e regionali (18 miliardi dal 2010 al 2014), blocco del turn-over e delle assunzioni, sono il sintomo palese delle ripercussioni sulla sanità della crisi economica. In particolare risultano più colpite le piccole strutture che, pur disponendo di un numero inferiore ai 120 posti letto (minimo consentito, in base alla normativa nazionale, a cui la Regione Toscana non ha aderito, per la conservazione di un punto ospedaliero) devono spesso far fronte ad un vasto bacino di utenza. Dopo la chiusura, nel 2007, del punto nascita una speranza sembrava sorgere dai patti territoriali tra Regione e Asl, che davano impulso al reparto ortopedico e mantenevano la chirurgia attiva 24h su 24 e un'area pediatrica, medica e cardiologica. Ebbene invece rischia di veder spezzata la sua “spina dorsale”, la chirurgia e ortopedia». Sel chiede alle forze politiche di centro sinistra e ai sindaci delle colline dell'Albegna, di riunirsi immediatamente attorno ad un tavolo insieme ai sindacati e al personale sanitario: «Per evitare che l’ospedale sia davvero declassificato e costretto a non poter più avere i numeri».

Dalla direzione dell’Asl 9, come detto, si smentiscono le notizie sulla chiusura del reparto di chirurgia. «Nessuna chiusura, né problemi di budget, solo una riduzione fisiologica del personale nel periodo delle festività pasquali. Tutto questo va a vantaggio di un miglior funzionamento distribuito nel corso dell'anno. Un rallentamento dell'attività naturale, nei tre periodi corrispondenti a natale, pasqua e agosto, non pregiudica un servizio, che rimane comunque invariato per le emergenze. È stata data un'interpretazione sbagliata ad una situazione che si ripete ogni anno».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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