Sicurezza
Niente mutuo allo Stato Il Consorzio resta a secco
Per i lavori di sicurezza idraulica, la Bonifica grossetana aveva richiesto fondi Ma il ministero delle Politiche Agricole non ha trovato banche disponibili
GROSSETO. In tempi di stretta del credito, nonostante la Banca centrale europea stia erogando soldi agli istituti con tassi dell'1%, persino allo Stato viene negato un mutuo. La cifra della richiesta è sostanziosa, quasi sei milioni di euro, ma la vicenda che ha come protagonisti il Consorzio di bonifica grossetana ed il Ministero delle politiche agricole è a suo modo illuminante. L'ente che, tra le varie attività, si occupa della gestione della sicurezza idraulica e delle acque destinate all'irrigazione, presentò la prima richiesta di fondi al Ministero nell'ambito del piano agricolo nazionale del 2004 targato Alemanno. «I soldi vennero utilizzati per i primi due lotti dell' "intubamento" del canale secondario dell'impianto di irrigazione - spiega Fabio Bellacchi, commissario straordinario del Consorzio - quello, per capirci, che va dalla centrale idroelettrica di San Martino allo sgrigliatore (il dispositivo che rimuove i materiali dalle acque ndc) che si trova lungo la strada della Trappola».
Per una terza tranche di lavori, il Ministero delle politiche agricole non ha a disposizione risorse di prima mano e così ad ottobre il Consorzio, sempre per conto del dicastero, indice un bando di gara per l'erogazione di un mutuo da 5.817.247 euro. L'importo, a totale carico dello Stato, deve essere concesso in un colpo solo, «in modo da permetterci di appaltare subito i lavori». Il prestito verrebbe poi restituito con 30 rate semestrali per un importo annuale di 519.479 euro che nel 2026, alla data di scadenza, avrebbero fruttato all'istituto creditore 7.792.190 euro. Praticamente la banca che avesse concesso il mutuo allo Stato, un debitore più che affidabile, in 14 anni avrebbe guadagnato in interessi quasi due milioni di euro. Condizioni che dovrebbero incentivare un istituto a farsi avanti ed invece il 7 dicembre, al termine del tempo utile per presentare le domande, la gara è risultata inesorabilmente deserta.
«Evidentemente la congiuntura economica sfavorevole inibisce anche le banche con più liquidità a disposizione», spiega Bellacchi, ma la realtà dei fatti emerge da una sua ammissione. «Informalmente abbiamo instaurato contatti con istituti di livello nazionale che hanno mostrato interesse, a patto che i tassi del prestito fossero per loro ancora più vantaggiosi» La settimana prossima è prevista una riunione al Ministero per stabilire i parametri (e quindi i tassi) del prossimo bando. «Essendo interventi di manutenzione straordinaria è il governo centrale che deve darci il nulla osta. Il consorzio di bonifica dovrà continuare ad indire bandi ad oltranza finché non spunterà fuori un finanziatore». Insomma, le banche sbattono le porte in faccia anche a clienti ben tutelati.
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