Proteste
Il centro è un percorso ad ostacoli
Ieri un’altra caduta per le pietre sconnesse. Protestano residenti e negozianti: «Lavori fatti male e troppe auto»
GROSSETO. Ancora centro storico, ancora guai. Non finisce di attrarre a sé polemiche e problemi il salotto buono della città che, di buono, pare avere oramai purtroppo ben poco.
Sicuramente, tra quelle poche cose che ancora oggi si salvano non vi è certo il manto stradale: è di ieri la notizia dell'ennesimo incidente capitato ad una persona che si è trovata a passare in piazza dei Martiri d'Istia.
In questo caso il malcapitato era un addetto alle consegne di un corriere espresso. Stava facendo il suo mestiere quando il pavimento, dissestato, lo ha tratto in inganno, facendolo cadere e procurandogli una discreta lesione alla gamba. Sul posto sono intervenuti i vigili urbani e la buca è stata rimessa a posto.
Un piccolo incidente come molti, il problema però è che da queste parti ne accadono sin troppi e la causa è, appunto, sempre la stessa: il pavimento disconnesso. Chi meglio di tutti conosce la situazione - oltre naturalmente ai malcapitati che, lungo gli anni, si sono fatti male inciampando - sono i commercianti.
Ne abbiamo sentiti sei. C'è chi addossa tutta la colpa di un lastricato a groviera a chi l'ha costruito e chi, invece, punta il dito contro automobilisti e fornitori che circolano con eccessiva disinvoltura e frequenza.
Manuela, responsabile del negozio d'abbigliamento 2002 in via Garibaldi è convinta: «Il pagamento per l'ingresso nella ztl dovrebbe essere portato da uno a cinque euro, questo per sgonfiare l'enormità di auto che abbiamo oggi. Il problema non sono infatti i corrieri. Anche l'altro giorno è caduta una signora».
Che gli incidenti siano all'ordine del giorno lo conferma anche Antonio, titolare del punto vendita Epracs, in piazza Martiri d'Istia. È stato proprio lui a soccorrere il corriere che si è infortunato ieri: «Quest'estate, a causa delle buche che costellano il pavimento, si è addirittura ribaltato un passeggino. Insomma – dice scuotendo il capo – gli incidenti qui da noi sono continui». Bruno, responsabile del vicino bar Movida è convinto: «Il lastricato è difettoso, pende. Quando piove mi entra l'acqua nel locale. È il suolo che è stato fatto male, le auto non c'entrano».
Di diverso avviso è Consuelo, proprietaria de La Perla Nera in via Paglialunga: «Qui sembra tutto tranne che una ztl – sbotta – passano auto ovunque e parcheggiano dove pare loro. Così il suolo si rovina. Lo scorso anno una parte di pavimento davanti al mio negozio fu rimessa a posto. Adesso è nuovamente come prima. I fornitori che devono consegnare merce ai negozi? Facciano come a Firenze o Siena, si fermino fuori e portino il tutto con i carrelli».
Ancora più drastico Marco, titolare del Takao Ciocò: «Ci vorrebbero delle colonne blocca traffico come a Porta Vecchia. Dovrebbe essere tutto rimesso a nuovo e pedonalizzato». Pungente, infine, il parere di David, proprietario del Rudeness: «Vedo che molti amministratori si muovono solo se c'è da tagliare un nastro. Il centro storico, ed in particolare la nostra zona, quella tra via Paglialunga e piazza della Palma, è abbandonata a sé stessa. Il pavimento è indecente e ci sono fili scoperti, utilizzati per attaccarvi le luminarie natalizie, che penzolano sopra le vetrine. Paghiamo affitti esorbitanti ma siamo senza servizi, iniziative e manutenzioni. Peggio che in estrema periferia. Spero che chi di dovere si muova, anche se a volte penso che questa gente viva sulla Luna. So che i quattrini sono pochi, ma si vede proprio che qui, di nastri da tagliare – chiude provocatoriamente – non ce ne sono».
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