Il dolore
Chiama i genitori e li aggredisce
Arrestato un ragazzo di 20 anni: era ubriaco e non sapeva come tornare a casa
FOLLONICA. Quando hanno alzato la cornetta del telefono, i carabinieri non credevano alle loro orecchie. All’altro capo c’era un genitore disperato. «Venite in via Litoranea, per favore, non riusciamo a calmare nostro figlio».
Erano le due di ieri notte quando i militari della tenenza di Follonica sono arrivati su quella strada che costeggia il mare. Il ragazzo aveva bevuto un po’ troppo. Aveva passato la serata fuori, con gli amici era arrivato da Scarlino a Follonica. Nulla di strano, in una serata quasi primaverile in una cittadina di mare. Il ventenne, quando si è reso conto di non essere in condizioni di poter tornare a casa dopo tutto l’alcol che aveva bevuto, ha composto il numero di telefono di casa, svegliando i genitori e chiedendo loro di andare a recuperarlo.
Babbo e mamma si sono alzati da letto, si sono vestiti e sono arrivati in via Litoranea, dove c’era il giovane, malconcio, che forse non si è nemmeno reso conto di cosa stava facendo. Ha cominciato a inveire contro di loro, ha cercato di picchiarli.
La coppia non ha potuto fare altro che arrendersi di fronte all’evidenza: loro figlio era ubriaco e loro non erano in grado di contenere la sua rabbia. È così che la mamma in lacrime ha chiamato i carabinieri. Una volta arrivati, però, il ventenne non si è calmato nemmeno davanti alle divise, anzi.
Ha cominciato a inveire, contro i genitori e contro i militari, ha cercato di divincolarsi e di colpire i carabinieri.
È volato qualche spintone, ma nessuno si è fatto male. La sbornia, a quel punto, il giovane l’ha smaltita in cella di sicurezza. Ieri mattina il magistrato ha deciso di rimandarlo a casa. Con una bella lavata di capo, una notte in camera di sicurezza e una denuncia per oltraggio e violenza a pubblico ufficiale.
Francesca Gori
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