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parla simiani

«Rischio limitato per noi ma una grande opportunità»

GROSSETO. Una partnership internazionale, una scommessa imprenditoriale: questo, per Rama, è l'accordo stretto con i partner cinesi per l'importazione dell'autobus elettrico prodotto in Cina. Un'opera...

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GROSSETO. Una partnership internazionale, una scommessa imprenditoriale: questo, per Rama, è l'accordo stretto con i partner cinesi per l'importazione dell'autobus elettrico prodotto in Cina. Un'operazione che non può essere ridotta – secondo il presidente di Rama spa, Marco Simiani – alla mera trasformazione dell'azienda di trasporto pubblico in concessionario di autobus per l'Italia e l'Europa. Insomma niente che possa far pensare a un indebito ingresso di una società a capitale prevalentemente pubblico nel mercato tutto privato degli autobus, men che meno all'esposizione di una società pubblica al rischio di un fallimento che potrebbe ripercuotersi sulle casse degli enti soci, e dunque dei cittadini. «Rama – dice Simiani – non si limiterà a importare e commercializzare l'autobus elettrico dalla Cina, ma intanto creerà una nuova società, Rama E-Life, che dovrà essere valutata da un advisor per le potenzialità enormi che l'esclusiva sul mercato europeo le danno e le sue quote saranno rese disponibili sul mercato, mediante un bando di gara» e poi l'obiettivo principale, attraverso la commercializzazione degli autobus, è quello di «creare uno stile di vita, per cui chi arriva in Maremma si accorge subito, a partire dai trasporti a emissioni zero, che si trova in una realtà particolare». L'idea è che Rama E-Life si impegni a realizzare anche i distributori di carica multifunzione – tre a

Grosseto, uno a Follonica, uno a Orbetello e uno ad Alberese – per gli autobus, ma anche per le auto e i motorini, e che lo faccia magari utilizzando caricabatterie a pannelli solari, dunque anche quelli a emissioni zero. Nel progetto, poi, si tiene conto anche delle future implicazioni di riciclaggio e rigenerazione delle batterie al litio che alimentano gli autobus. Il rischio, poi - spiega Simiani – è davvero limitato. L'investimento di partenza riguarda il solo prototipo che a breve arriverà dalla Cina e che costerà, a Rama 160mila euro, molto di meno, dunque, dei circa 400mila euro costerebbe acquistare un nuovo autobus a motore diesel. Il prototipo sarà testato a Grosseto per 5 mesi, poi resterà in dotazione a Rama, mentre il resto degli autobus saranno importati mano a mano che arriveranno le ordinazioni e avranno un prezzo di listino tra i 300mila e i 400mila euro. «Il rischio massimo che dovremo sopportare, nel peggiore dei casi – dice Simiani – è di avere in dotazione un autobus elettrico che per almeno sette anni farà servizio in città, facendoci risparmiare anche molto in termini di consumi di gasolio». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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