Il Tirreno

Grosseto

uil funzione pubblica

«Gazebo, un’ingiustizia per chi lavora bene»

«Gazebo, un’ingiustizia per chi lavora bene»

GROSSETO. Ma allora cosa deve fare un dipendente del Comune di Grosseto? Secondo l’ultima sentenza gazebo (che ha condannato i funzionari comunali) e secondo i “provvedimenti quadro” e la legge...

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Ma allora cosa deve fare un dipendente del Comune di Grosseto? Secondo l’ultima sentenza gazebo (che ha condannato i funzionari comunali) e secondo i “provvedimenti quadro” e la legge Brunetta «ha due possibilità: o farsi condannare o farsi licenziare - scrive la segreteria provinciale del sindacato Uil funzione pubblica - Al limite, se l’amministrazione si dimostra benevola, può cavarsela con la decurtazione dello stipendio e il trasferimento per “usura” ad altro ufficio. Teniamo conto che nei dibattimenti ai vari livelli di giudizio occorrono molte migliaia di euro e un impiegato pubblico deve anche sostenere la sua famiglia...». Paradossi della giustizia e dell’amministrazione. Il sindacato testimonia «il profondo senso di solidarietà e appoggio incondizionato ai dipendenti pubblici interessati dalla vicenda nonché il profondo senso di ingiustizia che pervade, alla luce di questa sentenza, tutti i dipendenti pubblici che regolarmente fanno il proprio dovere rispettando gli ordini imparitti dall’amministrazione di appartenenza».

Il sindacato si chiede perché allora «non vengano perseguiti anche coloro ai quali è attribuita dalla normativa la responsabilità dell’adozione, approvazione, verifica di legittimità del regolamento». E di fatto ha già risposto il giudice, visto che Muscogiuri ha mandato tutti gli atti in Procura per verificare l’esistenza di eventuali altre responsabilità.

Secondo la Uilfp, il Comune «ha la responsabilità morale della condanna di questi dipendenti» e reclama «un sostegno più tangibile».

Da parte sua, il sindaco Emilio Bonifazi scrive che «l'Amministrazione comunale e il sottoscritto hanno la piena fiducia nella competenza e nella corettezza dei propri dipendenti, funzionario e istruttori tecnici, coinvolti nell'interminabile vicenda dei gazebo».

«Tali tecnici - aggiunge Bonifazi - sono già stati assolti ben otto volte (cinque in primo grado e tre in secondo grado) rispetto ad un comportamento che è stato infatti sempre legato al rispetto delle normative esistenti e, in particolare, di un regolamento edilizio comunale che, non a caso, la mia Amministrazione ha radicalmente modificato».

«La Magistratura ha la nostra piena fiducia - conclude il sindaco - ma vorremmo venisse data la giusta importanza a tutte le sentenze di assoluzione oltre che a quella di condanna per un giudice che, pur legittimamente, intende aprire l'ennesimo fronte che non voleva nemmeno il Pubblico Ministero, vale a dire l'accusa. Soprattutto in una città dove ancora ci conosciamo quasi tutti e dove la credibilità personale dei dipendenti pubblici è davvero troppo importante».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze