Sicurezza
«All’Origlio non si può fare il biogas»
Nonostante il via libera della Provincia, avvocati all’attacco: strada troppo piccola per i camion
CAPALBIO. Nonostante l’accordo fra Comune e Provincia per la diffusione delle rinnovabili e il “via libera” all’impianto da parte di palazzo Aldobrandeschi, da parte degli abitanti confinanti con i terreni acquistati da Sacra all’Origlio continua la battaglia contro il biogas.
A palesare nuovi interrogativi sono i legali Michele Greco e Sabrina Pollini, affiancati anche dall'associazione ambientalista Italia Nostra, preoccupata per il notevole impatto paesaggistico che l’impianto comporterebbero in un ecosistema delicato come quello a ridosso del lago di Burano.
Dopo che la Provincia di Grosseto, all’ultima conferenza dei servizi, aveva contestato a Sacra numerose omissioni, richiedendo lunga una serie di chiarimenti, il proponente ha deciso di modificare il progetto, rinunciando all’impianto di fertirrigazione, almeno nell’area a ridosso del lago, tanto che la Provincia ha dato il via libera.
Ma la scelta di Sacra, secondo gli avvocati, sarebbe ben lontana dal ridurre gli effetti negativi sull’impianto sull’ambiente e la popolazione, ma concorrerebbe ad aggravarli. Alle 18.000 tonnellate di sfalci in ingresso si aggiungerebbero infatti 15.000 tonnellate di digestato in uscita, per un totale di 33.000 tonnellate trasportate su via Origlio, riconosciuta dal piano strutturale e dal regolamento urbanistico del Comune di Capalbio come intoccabile per il suo valore strategico, quale unica via di collegamento tra le frazioni poste tra ferrovia e Aurelia.
«E’ inaccettabile – scrivono gli avvocati – che ancora una volta l’assessore provinciale, Patrizia Siveri, eserciti pressioni sul Comune di Capalbio affinché rilasci in fretta il via libera all’impianto, quando la stessa Provincia ha sempre affermato che la competenza ad effettuare la valutazione di incidenza è del Comune, il quale – proprio per svolgere la predetta valutazione – sta affidando incarichi ad esperti esterni».
Ricordando che spetta al Comune della piccola Atene l'esame della legittimità del Papmaa presentato da Sacra, rammentano anche la sua competenza sulla conformità o meno dell'impianto al piano strutturale e al regolamento urbanistico.
«Appaiono ancora più incomprensibili le affermazioni dell’assessore – proseguono i legali – specialmente laddove si preoccupa del fatto che Sacra possa perdere gli incentivi economici».
Come recentemente ha ricordato il Ministero dell’ambiente, l’impianto biogas proposto da Sacra rientra «interamente nella sfera di interesse di una società privata e non è finalizzato a sostenere le esigenze della collettività e le motivazioni di carattere prevalentemente economico non possono essere considerate predominanti sulla tutela e sulla salvaguardia degli habitat e della specie». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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