Il Tirreno

Grosseto

Una pioggia di euro e 15 posti di lavoro

di Alfredo Faetti
Una pioggia di euro e 15 posti di lavoro

Investimento milionario alla Tioxide: entro il 2013 apre un nuovo impianto che abbatterà i gessi rossi del 15%

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SCARLINO. «Tanto tuonò che piovve» ha detto ieri mattina un sindacalista salendo le scale che portano alla sala conferenze della Huntsman Tioxide. La tanto annunciata cascata di dollari sull’impianto scarlinese è arrivata: il colosso americano lunedì ha dato l’ok per 45 milioni. In euro fanno 38 milioni, vale a dire «il più grosso investimento fatto su questa sede», spiega l’amministratore delegato Walter Musso. Soldi questi che serviranno per la realizzazione di un nuovo impianto, proprio a fianco alla fabbrica, in grado di trasformare gli acidi (insomma gli scarti) in prodotti da rivendere al mercato.

Questo consentirà di diminuire la produzione dei rifiuti industriali del 20 per cento. In più, parallelamente verrà costruita un’unità in grado di produrre energia elettrica, che porterà alla riduzione del 30 per cento delle emissioni. Senza parlare dell’impatto sull’occupazione, con almeno 15 posti di lavoro in più. «Ce ne fossero di notizia buone come questa» hanno commentato in coro le istituzioni locali, dalla Provincia ai Comuni di Scarlino, Follonica e Gavorrano. Ieri nello stabilimento del Casone è stato davvero il caso di festeggiare con fotografie e pizzette. Questo investimento infatti era molto atteso: il progetto, infatti, è stato autorizzato in via sperimentale a partire del 2006 dalla Regione Toscana. Soldi annunciati da tempo, in cui si sono vissuti momenti di alti e bassi. Ma il supporto di autorità e lavoratori «non è mai mancato – continua Musso – e il tutto ha avuto un ruolo chiave nell’approvazione finale dell’investimento». Quarantacinque milioni di dollari, o trentotto di euro, a seconda della valuta. Il maggiore investimento, a parte la costruzione, nella storia dell’impianto, che ad aprile compirà i 40 anni di attività nel campo della chimica. «Avevamo un’idea, che nel 2011 è diventata un progetto» spiega l’ad. Quest’idea è il nuovo impianto, che consentirà di convertire parte degli acidi deboli, residui della produzione del biossido di titanio, in prodotti commerciali a base di sali di ferro utilizzati nell’industria del trattamento delle acque, alimentazione animale e industria del cemento. “Eco-prodotti” c’è scritto sulla slide. I gessi così vedranno una riduzione del 20 per cento. Il resto degli scarti (la produzione certo non verrà azzerata) sarà utilizzato per «attività e sperimentazioni», spiega Musso. Un impianto simile significa anche posti di lavoro in più: quindici, stando a una prima quantificazione. «Questo progetto consentirà allo stabilimento di Scarlino di essere ancora più competitivo e sostenibile, darà opportunità di ulteriori posti di lavoro nonché di contribuire al mantenimento delle attuali posizioni lavorative» ha commentato Scott Anderson, vice presidente della Huntsman. Fattore chiave è la tempistica. I lavori per la realizzazione dell’impianto partiranno nel terzo quadrimestre del  2012 per concludersi alla fine del 2013. Secondo i programmi nella prima parte del 2014 la novità sarà a pieno regime. Perché un fattore chiave? In questo arco di tempo la società dovrà rendere appetibili per il mercato i suoi eco-prodotti, in modo da partire con la spinta di contratti già firmati. Contando che l’offerta della Tioxide è rivolta alla domanda mondiale, visto che le sue vendite riguardano per il 60 per cento il nostro continente e per il rimanente 40 il resto del globo. E in questo senso si è partiti con il piede giusto. «Abbiamo già firmato un contratto con la più grossa società di cemento d’Europa, interessata ai nostri prodotti per il rifornimento». Ma i 38 milioni di euro non saranno esauriti con quest’idea. Almeno sette andranno a coprire investimenti nel campo della sicurezza e dell’ambiente. Un passo importante, anche perché le rsu hanno parlato di «rivedere qualcosa anche all’interno dell’impianto». In tutt’altra parte del bilancio Tioxide, infine, troviamo altri 20 milioni di euro che serviranno per la realizzazione di un’unità per la produzione e fornitura di energia elettrica e a vapore all’interno dello stabilimento. Un ottimo segnale per l’ambiente, dato che l’emissione di biossido di carbonio diminuiranno del 30 per cento. Ma non solo. «Abbiamo firmato un contratto con una società (la Fenice spa) per la costruzione e la gestione dell’impianto per 15 anni. – spiega l’ad - Dopodiché diventerà proprietà della Huntsman: questo significa che il gruppo investe sul territorio per rimanerci».  

©RIPRODUZIONE RISERVATA 

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