Italia
spese diverse, ma stesse difficoltà
GROSSETO. L’emergenza neve di febbraio provoca una nuova emergenza: quella per i bilanci dei Comuni colpiti che hanno dovuto far fronte a spese inaspettate e molto onerose e oggi rischiano di non...
GROSSETO. L’emergenza neve di febbraio provoca una nuova emergenza: quella per i bilanci dei Comuni colpiti che hanno dovuto far fronte a spese inaspettate e molto onerose e oggi rischiano di non chiudere in pareggio alla scadenza di giugno.
Il pericolo è concreto e la preoccupazione forte, tanto che ieri il governatore della Regione, Enrico Rossi, ha chiamato a raccolta i sindaci toscani dei comuni colpiti dal maltempo per fare il punto dei danni e organizzare le mosse da qui al 30 giugno, quando gli enti dovranno presentare il bilancio.
I conti, però, quest’anno potrebbero risultare in rosso per molti Comuni. La Regione ha calcolato che l’emergenza neve ha provocato danni per 25 milioni di euro in nove delle dieci province (esclusa solo Massa Carrara), e tra le più colpite c’è quella di Grosseto.
Firenze segnala Castell’Azzara, Massa Marittima e Sorano tra i comuni che più hanno sofferto la nevicata. In realtà la neve, grande risorsa del Monte Amiata, ha messo drammaticamente alle corde tutte le amministrazioni della montagna. Tutti i comuni dell’Unione per fronteggiare l’emergenza hanno dovuto spendere decine di migliaia di euro, sono in ginocchio e non sanno come fare per far quadrare i bilanci per giugno. I rappresentanti degli otto comuni e il dirigente dell’Unione, Giorgio Ginanneschi, si sono presentati ieri al presidente Rossi esibendo una nota spese di 330mila euro. «Il presidente Rossi - spiega Ginanneschi - prevede di poter intervenire con appena 6 milioni di euro a fronte dei 25 spesi dai comuni toscani, e ancora le divisioni non sono state fatte. Sarà chiesto lo stato di crisi per avere sostegno dal governo, ma ci sono intralci di ogni tipo, come il patto di stabilità. È una tragedia».
Il sindaco di Santa Fiora, Renzo Verdi, che a Firenze ha parlato a nome di tutti i colleghi amiatini, spiega: «Alcuni comuni avevano inserito nel bilancio una cifra per le emergenze metereologiche. Santa Fiora aveva impegnato 18.600 euro. Ma questa cifra non comprende solo la neve, ma anche frane, danni del vento e così via. Anche se si considerano questi soldi, noi siamo scoperti, perché abbiamo speso 42mila euro. O lo Stato riconosce atto indispensabile sostenere la Regione, o dovremo trovare i soldi fuori bilancio nelle tasche dei cittadini».
Preoccupati anche il sindaco di Castell’Azzara, Marzio Mambrini, che ha speso 75mila euro, e quello di Cinigiano, Tiziana Totti (box a fianco) e non solo.
«Le spese per la protezione civile le rimborsa la protezione civile nazionale - spiega Pierandrea Vanni, sindaco di Sorano, uno dei comuni più colpiti - ma quando? Per l’ospitalità dei volontari ci siamo arrangiati, ma abbiamo dovuto pagare di tasca sale, carburante e ditte. E poi pesa l’incognita dei vigli del fuoco: chi li paga?».
A Massa Marittima il maltempo è costato 100mila euro. «Non abbiamo un fondo emergenze - spiega il sindaco Lidia Bai - i Comuni sono già tartassati così. Abbiamo usato i residui di bilancio destinati ai lavori pubblici. Ma lo Stato deve intervenire».
Rossi promette di far pressione sul Governo, portando la questione in conferenza Regioni. Giugno, intanto, è sempre più vicino.
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