Il Tirreno

Grosseto

Nel terzo settore decine di associazioni e di cooperative

Nel terzo settore decine di associazioni e di cooperative

Dall’animazione nelle case di riposo all’ippoterapia migliaia di persone sono al servizio degli altri

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GROSSETO. Sono molteplici i rapporti che la Società della Salute intrattiene con il mondo del volontariato e, più in generale, con il Terzo Settore, attraverso vari strumenti.

In primo luogo con il Comitato di partecipazione e la Consulta del Terzo settore, gli organismi previsti dalla Legge regionale 40 del 2005 per "monitorare" le attività della SdS e collaborare alla programmazione sociale e sanitaria integrata.

Esistono poi altri tipi di rapporti diretti - regolati da convenzioni, protocolli di intesa e talvolta progetti - con associazioni di volontariato per la realizzazione di attività specifiche sia all'interno delle strutture gestite dalla SdS (ne sono un esempio le relazioni con i numerosi volontari che operano in case di riposo, Rsa, centri diurni) che con la cittadinanza più in generale.

Spesso le azioni portate avanti da queste associazioni si affiancano - a volte sostituiscono - a quelle degli enti pubblici per offrire un servizio più completo.

Il vantaggio di ricorrere al privato sociale per realizzare alcuni tipi di prestazioni è anche legato a un valore "etico" e non solo economico: spesso dal rapporto con i volontari si generano relazioni sociali e amicali, particolarmente importati per alcuni gruppi di utenza (ad esempio per gli anziani soli o le persone che stanno uscendo da un periodo di dipendenza).

Un ultimo elemento da sottolineare è la collaborazione con le Cooperative sociali di tipo B per l'adempimento di servizi e prestazioni (ad esempio la Cooperativa sociale "Lisa", "Solidarietà è crescita" e altre). Il sostegno a questi soggetti privati rappresenta un ritorno soprattutto sociale: con questi incarichi, infatti, si sostengono attività di cooperative che contano tra i dipendenti persone appartenenti a fasce deboli e svantaggiate.

Grazie a questi incarichi individui che altrimenti sarebbero emarginati e faticherebbero a trovare un impiego possono così acquisire autonomia economica e personale e imparare a relazionarsi con l'esterno.

Tanti i volontari e le associazioni che operano all'interno delle strutture di Coeso SdS. Tra queste l'Avo, il Centro di promozione sociale "San Rocco" di Marina di Grosseto, il Gruppo Abele che promuovono attività di animazione nella Casa di riposo "Ferrucci" di Grosseto e alla rsa "Le Sughere" di Casal di Pari. Il Centro diurno per disabili "Il Girasole" ha rapporti di collaborazione con molti soggetti del territorio, per la realizzazione di specifiche attività a beneficio degli utenti della struttura.

Si va dall'associazione Abc onlus, con cui collabora principalmente per la manifestazione "ArteAmbiente", all'associazione sportiva "I Samurai Kgr", per la pratica di attività fisica, e con la Croce Rossa per l'ippoterapia.

Infine, sono circa 25 i volontari che partecipano al progetto "Per un tempo più libero insieme", rivolto ai ragazzi disabili.

L'età dei volontari varia molto (si va dai 30 ai 60 anni di età, ma talvolta sono coinvolti anche adolescenti), così come le attività a cui ogni volontario partecipa (dalle feste, promosse per favorire la socializzazione, alle "uscite" in locali pubblici, programmate per favorire l'integrazione dei diversamente abili nella vita della comunità cittadina).

Insomma un modo variegato e importante, destinato a crescere, di cui si parla troppo poco. Ma che nei prossimi anni è destinato a diventare decisivo. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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