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Il progetto entusiasma gli enti locali

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Da Scarlino a Gavorrano, la soddisfazione degli amministratori per le ricadute sul territorio

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SCARLINO. Erano sedute in prima fila, nel mezzo tra il parroco di Scarlino e i dirigenti di Arpat e Asl.

In ordine, di fronte all’ad Walter Musso, c’erano l’assessore provinciale Patrizia Severi, il sindaco di Scarlino Maurizio Bizzarri, il vice di Follonica Andrea Benini e dietro di loro c’era Nicola Menale, assessore di Gavorrano. Alla Tioxide del resto lavorano persone di tutte le Colline Metallifere e questi 45 milioni di dollari americani non posso che raccogliere applausi da parte delle autorità. «È un investimento importante per tutto il territorio» ha detto Bizzarri.

Soprattutto «in ottica futura». Per Siveri invece questi soldi sono quasi un respiro di sollievo.

«Come Provincia siamo impegnati ad aiutare aziende e a tutelarle sul mercato: Consorzio Etruria, l’inceneritore di Scarlino Energia, le aziende tessili (la Mabro) e ci sono difficoltà anche con l’agricoltura. Finalmente per una volta abbiamo notizie positive». C’è un filo conduttore negli interventi del sindaco e dell’assessore, il primo e l’ultimo dopo la spiegazione di Musso.

«Questo investimento è arrivato anche grazie alle autorità, Comune e Provincia, che sono sempre state al fianco dell’azienda senza cedere alle pressioni di alcune sirene d’allarme».

Inutile spiegare che il riferimento è ai vari soggetti ambientalisti, che da sempre rivolgono la loro attenzione verso la zona industriale del Casone. Un tema questo ripreso appunto anche da Siveri.

«Abbiamo sostenuto l’azienda nonostante alcuni comitati nati in maniera strumentale che lavorano su questa zona». Chi invece, almeno sui banchi dei tribunali (vedi il caso di Scarlino Energia) è quantomeno in linea su certi temi con gli ambientalisti è il Comune di Follonica.

Ieri però Benini ha voluto mettere ben in chiaro una posizione della sua amministrazione. «Non possiamo vivere con il solo turismo. Nel nostro territorio esistono da sempre tanto la vocazione turistica che quella industriale, per questo si chiamano Colline Metallifere. Le due vocazioni devono convivere».(a.f.)

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