Il Tirreno

Grosseto

Cinema, Comune pronto a fare causa

La saletta Tirreno doveva avere 250 posti invece ne ha solo 200: prima una perizia, poi la decisione

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FOLLONICA. Una perizia per stabilire se ci sono gli estremi per far causa ai costruttori della saletta del Tirreno. Inaugurata pochi giorni fa, la saletta è già al centro del dibattito politico.

L’amministrazione comunale sta valutando come procedere in merito alla questione dei locali ricevuti in permuta dall’azienda che ha realizzato il nuovo edificio nato dalle ceneri dell’ex cinema di via Bicocchi, in cambio di uno scomputo degli oneri di urbanizzazione.

Messi da parte i ritardi nella consegna di quegli spazi, c’è stato un problema relativo ai posti a sedere che dovevano essere di più di quelli che in realtà sono stati realizzati.

Nell’accordo infatti era stato deciso che in quella sala dovessero entrare 250 sedie utili poi ad ospitare persone durante i convegni, gli eventi o le conferenze: invece alla fine sono stati installati solamente 202 posti. La consegna finale potrebbe quindi essere rilevata come inadempiente rispetto alla convenzione stipulata anni fa dalle precedenti amministrazioni.

«Nel contratto - spiega il sindaco Eleonora Baldi - abbiamo inserito una clausola con la quale ci riserviamo di valutare questo aspetto. Ora sarà la perizia a stabilire se ci sono i termini per chiedere un risarcimento».

Prima i follonichesi hanno dovuto attendere anni e anni per vedere chiusi i cantieri adesso quest’altra questione e non finisce qui.

Un problema non concluso è quello dell’abitazione a fianco del nuovo stabile: è aperta ancora la pratica legale che vede i proprietari in causa contro i costruttori per via dei danni rilevati nella loro casa.

Danni che hanno costretto le due famiglie che abitavano nella palazzina ad andare in affitto, considerate le crepe e le infiltrazioni presenti ad oggi negli appartamenti.

Proprio il giorno dell’inaugurazione della saletta sul terrazzo di quell’appartamento è comparso un messaggio: «Grazie alla sala comunale la mia casa è in questo stato». Parole chiare scritte dalla famiglia “sfrattata”, sintomatiche del disagio vissuto negli ultimi anni e che per adesso non trova soluzioni di sorta rimanendo chiuso nelle aule dei tribunali. Altre beghe legali insomma in vista per il Comune che se deciderà di chiedere un risarcimento ai costruttori del nuovo Tirreno allora dovrà impiegare altri soldi e altre energie in una nuova battaglia a suon di sentenze.(p.v.)

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