Il Tirreno

Grosseto

«Vertenze sempre più difficili»

di Enrico Pizzi
«Vertenze sempre più difficili»

Cgil: i lavoratori hanno paura di passare da piantagrane e di non riuscire a trovare più un posto

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GROSSETO. Intimidazioni nei confronti di lavoratori licenziati e sindacalisti, ma soprattutto paura di passare da "piantagrane" e non riuscire a trovare più un posto di lavoro. La crisi economica mostra anche il volto della maggiore difficoltà che si incontra nel rivolgersi al giudice del lavoro per contestare un licenziamento.

L'ha denunciato ieri il segretario generale della Camera del lavoro di Grosseto Lorenzo Centenari al consiglio direttivo della Cgil, convocato per un confronto con l'assessore provinciale alle politiche del lavoro Cinzia Tacconi e con il segretario generale della Cgil Toscana Alessio Gramolati, sulla crisi economica e la situazione della provincia di Grosseto e del Paese.

Il fenomeno delle vertenze sempre più difficili aumenta il livello di preoccupazione nel sindacato. «In una situazione di crisi sempre più marcata - spiega Centenari - tra gli ex lavoratori e lavoratrici aumentano le preoccupazioni rispetto a presentare il ricorso, anche per il timore che dietro il passaparola tra le aziende vi possa essere il fatto di non ritrovare una nuova occupazione... E rispetto a questo - conclude - poi vi sono anche episodi proprio di tentativi di intimidazione nei confronti di lavoratori o anche di nostri funzionari che, invece, vanno a rivendicare i diritti che spettavano al lavoratore».

È un clima pesante, dunque, quello che si sta creando, in una crisi che in provincia di Grosseto, come nel resto della Toscana meridionale, è aggravata anche dal fatto che qui le imprese vedono anche il sistema bancario tradizionalmente di riferimento in grande difficoltà.

«La Toscana meridionale - dice Gramolati - ne sta risentendo di più e d'altra parte il fatto che ci siano delle importanti banche, anche nella nostra Regione, che trovano delle difficoltà, in questo momento, che stanno rarefacendo la possibilità di investimento, fa sì che alla alla vecchia crisi si sommi anche questa nuova specificità».

Nel corso del consiglio direttivo è stata affrontata anche la questione del posizionamento politico della Cgil. «Non c'è un problema di posizionamento politico - afferma Gramolati a questo proposito - c'è un problema squisitamente sindacale: noi abbiamo troppa precarietà e troppi licenziamenti e se c'è una discussione per affrontare questi che sono i veri problemi del Paese, la Cgil non si tirerà certo indietro».

E Centenari aggiunge che i presupposti sono «che si vada verso un allargamento degli ammortizzatori sociali e una riduzione della precarietà, con più risorse a disposizione, e sembra - dice - che il governo stia cercando queste risorse».

Per questo riguarda l'articolo 18, in conclusione, la Cgil «ha dichiarato la sua indisponibilità - spiega il segretario provinciale della Cgil - e se il governo dovesse andare avanti da solo troverebbe la nostra ferma opposizione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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