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Un conciliatore per l’Amiata

Nannetti chiede al Comune di promuovere l’organismo

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ARCIDOSSO. Sfumata la possibilità di mantenere il giudice di pace sull’Amiata (già soppresso ad Abbadia e Arcidosso), la minoranza di Arcidosso, guidata da Michele Nannetti spinge il comune amiatino a proporsi come comune pilota per la creazione di un organismo pubblico di conciliazione per avere un riconoscimento dal ministero di Grazia e giustizia.

Stamani il capogruppo Nannetti presenterà in Comune la proposta di una deliberazione consiliare, affinché tutta l’Amiata possa godere perlomeno di questo essenziale servizio.

«A costo zero - spiega Nannetti - perché il conciliatore viene pagato dalle parti. Va tenuto presente che d’ora in avanti per una grandissima quantità di questioni va tentata la conciliazione, comprese le liti condominiali e gli incidenti d’auto. Il costo è praticamente zero. Si tratta solo di mandare delle raccomandate da parte dell’Unione speciale. Non perdiamo questo treno perché qui adesso dall’Amiata dobbiamo andare o a Grosseto o a Siena per utilizzare un conciliatore. Questa richiesta, se autorizzata dal ministero, darebbe la possibilità a molti giovani di diventare conciliatori (si deve essere laureati e basta anche una laurea triennale). Occorrono 54 ore di formazione e questo dà il titolo per poter svolgere l’attività di conciliatore. L’idea l’ho già lanciata al segretario dell’Unione comuni Amiata grossetana Coppi, a dimostrazione che la minoranza sa essere anche propositiva e non solo critica. Spero che l’idea sia raccolta». (f.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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