Il Tirreno

Grosseto

Scansano a tinte nere per scuole ed edilizia «Sindaco, si dimetta»

di Francesca Ferri
Scansano a tinte nere per scuole ed edilizia «Sindaco, si dimetta»

Richiesta choc del consigliere Pdl Francesco Tenucci «Giunta inoperativa se non disastrosa, paese in ginocchio»

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SCANSANO. Scuole elementari costrette ad un’angusta convivenza con le medie, linee di autobus decimate senza muovere un dito, caserma dei vigili del fuoco irrimediabilmente sprangata, negozi che chiudono uno dopo l’altro. E su tutto, un regolamento edilizio lontano dal nascere, con conseguente paralisi del settore edilizio ed economico dell’intero territorio.

È un fiasco su tutti i fronti il bilancio dei primi 9 mesi di amministrazione Cavezzini a Scansano, secondo l’analisi del consigliere di minoranza del Pdl – e sfidante alla poltrona di sindaco alle ultime amministrative – Francesco Tenucci. «È passato quasi un anno dall’elezione dell’attuale amministrazione e tutti i nodi vengono al pettine».

Unione mancata. «Lo scenario che offre Scansano dopo questi nove mesi di inoperatività del sindaco Cavezzini è a dir poco desolante - spiega Tenucci - le uniche due decisioni prese, di una qualche importanza, si sono rivelate disastrose». La prima è stata quella di non aderire all’Unione dei Comuni. «Proprio in questi giorni al danno si è unita la beffa: l’amministrazione è stata costretta a inginocchiarsi a Canossa stabilendo una collaborazione con l’Unione, dopo che numerosi scansanesi si sono infuriati perché i loro progetti in giacenza erano rimasti per mesi inevasi».

Elementari off limits. Il secondo problema sollevato da Tenucci riguarda la chiusura delle scuole elementari di via XX Settembre. In quel palazzo il Comune vorrebbe realizzare una “casa della comunità” a disposizione delle associazioni. I bambini sono stati trasferiti temporaneamente alle medie di via Diaz, in attesa della costruzione di nuove scuole, i cui lavori dovevano iniziare ad aprile. «Non solo ad aprile non inizieranno i lavori - spiega l’esponente del Pdl - ma nemmeno si è ancora deciso dove costruirle perché non ci sono mai stati, né ci saranno i fondi», 800mila euro che il Comune contava di recuperare dall’evasione fiscale. Tenucci è anche uno degli esponenti del Comitato dei genitori che, dopo una lunga battaglia e un esposto, ha ottenuto di far fare le ristrutturazioni nelle scuole, piccole per tutti i bimbi.

Commercio e servizi. «Per le linee di collegamento tra il paese e Grosseto non si è fatto nulla, nulla si è ottenuto per l’apertura della caserma dei vigili del fuoco», spiega Tenucci. Questa in particolare, dove lavoravano 16 vigili più i volontari ed effettuava 250 interventi all’anno, è stata chiusa nel 2007 e mai più riaperta. «A dicembre - prosegue Tenucci - la presenza del medico del 118 è stata a dir poco fantomatica; i negozi chiudono a ritmo impressionante, 5 solo da gennaio, mentre crescono i cartelli vendesi in tutta la zona. Ma vendere ristrutturando efficacemente non si può perché manca il Regolamento urbanistico, un ritardo che sta dando il colpo di grazia al settore edilizio e imprenditoriale. Poteva essere già pronto se l’amministrazione avesse accolta la proposta del progettista del Piano strutturale di realizzarlo in sei mesi. Si vocifera che la giunta abbia già trovato una soluzione: vessare con nuove tasse fondi e case sfitte per obbligare i proprietari ad abbassare i canoni di locazione. Ma per affittarli a chi se non è stato presentato alcun piano di sviluppo economico?».

Lavori in corso. Nel frattempo sono di nuovo saltate le lastre della pavimentazione subito rimesse al loro posto, «e la novella dello stento seguiterà», dice Tenucci.

Una richiesta: dimissioni. «Ormai è chiaro che non c’è un’idea, un progetto, una risorsa. Era chiaro sin dalle elezioni che la lista Cavezzini non non ha nella sua giunta persone esperte di amministrazione e dotate di quelle capacità specifiche ed essenziali per la salvezza di questo Comune giunto al tracollo. Prima che sia troppo tardi, una cosa la potrebbe fare Cavezzini, semplicissima e gratuita: dimettersi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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