La manifestazione
Nuovi casi di scabbia. Stavolta tocca a Cinigiano
Il contagio partito dieci giorni fa da una bambina turca, ma il caso è rientrato La rabbia del sindaco Totti: «In paese è scattata la caccia all’untore»
CINIGIANO. È bastato un prurito un po’ accennato segnalato da una bambina per un paio di giorni. La madre non ci ha visto chiaro: appena tornata da scuola, alle elementari di Cinigiano, ha chiamato il pediatra. Responso immediato: è un caso di scabbia, anche se poi è stato chiarito che il contagio non è partito dalle aule.
Un episodio che risale alla settimana scorsa e che ha fatto scattare la psicosi nel comune dell’Amiata. Diversi i casi di contagi, adulti e due minori, che non hanno evitato anche polemiche di stampo etnico-razzista. La bambina del primo caso di scabbia è infatti appartenente a una famiglia turca, il che ha generato in paese chiacchiericci e supposizioni che non sono piaciuti al primo cittadino. Molte famiglie sono state sottoposte alla profilassi del caso per evitare che l’acaro si diffondesse in modo incontrollato.
Il sindaco non ci sta. Stefania Totti, il sindaco di Cinigiano, non nasconde l’amarezza per quanto accaduto in paese. «Mi è dispiaciuto molto che sia scattata una sorta di caccia all’untore dopo il contagio - dice - personalmente conosco bene la famiglia turca nella quale si è verificato il primo episodio di scabbia una decina di giorni fa e vi assicuro che sono persone pulitissime e che non è dipeso da loro se la bambina ha preso la malattia».
La scabbia, comunemente detta anche rogna, è infatti una dermatite della pelle causata da diverse specie di acari, ma specialmente dal Sarcoptes scabiei. La trasmissione avviene tramite contatto diretto da persone o animali domestici che risultano già infetti, quindi attraverso la cute, ma anche attraverso vie più indirette come le lenzuola o la biancheria usate dalla persona infetta. Storicamente, questa dermatite contagiosa veniva associata a situazioni di scarsa pulizia, promiscuità o di igiene ridotta.
«Ecco perchè subito si è pensato che in questa famiglia turca ci fosse poca cura di sè. Invece a quanto mi risulta, la bambina ha dormito a casa di altre persone e lì sarebbe entrata in contatto con il germe presente nel materasso».
Il contagio. La bambina turca avrebbe poi contagiato i familiari e nel giro di qualche giorno un altro ragazzino delle scuole elementari ha iniziato a grattarsi. Non è comunque il caso di allarmarsi, sia perchè il caso è rientrato, sia perché la scabbia non è comunque una malattia pericolosa. Meno del morbillo, dicono gli stessi medici. «I servizi sociali si sono subito attivati per aiutare le famiglie a sottoporsi alla profilassi del caso - prosegue il sindaco di Cinigiano - trattandosi di casi di indigenza, sono stati forniti i medicinali per superare il prurito dei primi giorni e rientrare nella normalità della vita quotidiana».
Non trova conferme la voce che si era sparsa secondo cui un’azienda agricola della zona avrebbe sottoposto a una serie di controlli tutti i propri dipendenti, per evitare nuovi casi di contagio.
La profilassi. In casi del genere, una volta accertata la malattia della pelle, scatta una procedura ben definita che prevede la sorveglianza sanitaria dei familiari della persona infetta. Per quanto riguarda la profilassi, una pomata ben distribuita sulle parti del corpo infette e un sapone allo zolfo risolvono tutti i problemi nel giro di tre giorni.
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