Il Tirreno

Grosseto

In via Mascagni niente “prima” in più

di Lorenzo Santorelli
In via Mascagni niente “prima” in più

GROSSETO. La dea bendata aveva stabilito, con un sorteggio, quali dovessero essere gli ultimi due bambini che sarebbero andati ad aggiungersi agli altri 48 delle due prime classi della scuola...

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GROSSETO. La dea bendata aveva stabilito, con un sorteggio, quali dovessero essere gli ultimi due bambini che sarebbero andati ad aggiungersi agli altri 48 delle due prime classi della scuola elementare a tempo pieno di via Mascagni. Ai genitori degli altri tredici, con identici requisiti ma minor fortuna, la dirigente del quarto circolo didattico Cristina Alocci aveva concesso un'ultima flebile speranza.

«Qui contiamo 270 alunni spalmati su 11 classi. Solo il Comune può risolvere il problema ampliando il plesso, dandoci altri spazi. Abbiamo inoltrato una richiesta in questo senso al sindaco Emilio Bonifazi. C'è bisogno di una risposta entro 15-20 giorni». Era l'ultima settimana di febbraio e, nei tempi previsti, il responso è arrivato: non si può fare. «Il primo cittadino mi ha detto che verrà fatta una valutazione complessiva sull'edilizia scolastica ma, attualmente, non c'è alternativa a quanto previsto dal piano triennale». In un primo momento era stata ipotizzata la possibilità di trovare una soluzione per una terza prima di 18 bambini che, in attesa dell'ampliamento di un'ala della scuola, per un anno si sarebbe potuta ricavare dai locali della biblioteca o del laboratorio musicale. «Al di là del fatto che non sono previsti i lavori in tempi brevi - spiega Alocci - in accordo con i genitori abbiamo escluso la possibilità di una "sistemazione di fortuna"».

Quindi alle famiglie dei 13 bambini rimasti fuori non è restato che trovare soluzioni alternative. «Fin dai primi giorni dopo il sorteggio ho dato loro una mano a trovare la sistemazione migliore. Chi è voluto rimanere nel quartiere centro si è rivolto alle scuole di via Scansanese e via Mazzini, gli altri che avevano l'esigenza del tempo pieno sono andati a quella di via Anco Marzio». Sempre sulla scuola, la capogruppo di Sel in consiglio comunale, Cristina Citerni, con una dura nota attacca il piano di verticalizzazione «profondamente sbagliato e del quale nessuno vuole assumersene la paternità». Citerni si dice stupita dal vedere come «tutta la maggioranza si affretti a difendere l'assessore Ceccarelli, che è persona stimabile e nessuno ha attaccato personalmente, senza però spendere una parola in difesa del piano di verticalizzazione. Si assiste addirittura al tentativo di attribuire la corresponsabilità di una scelta sciagurata ai consiglieri di minoranza mentre ci si sarebbe aspettati che la maggioranza, compreso il Presidente della Commissione, si arrogasse il merito di un buon assetto delle scuole cittadine». Citerni chiosa ironica. «Eppure dovrebbero esserne ben convinti, vista la caparbietà con la quale il Comune ha voluto procedere senza neppure ascoltare gli organi competenti della scuola».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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