Attenzione
Consorzio Etruria Il Comune dice no al concordato
Inaccettabili i 90mila euro al posto dei 3 milioni del credito Resta incerto il destino degli operai e dei 300 appartamenti
di Francesca Ferri
Il Comune di Grosseto rifiuta di accettare il concordato sul Consorzio Etruria. La proposta di poter riavere solo 90mila dei 2 milioni e 800mila euro di credito che vanta sulla cooperativa, ormai in crisi profonda e che proprio il concordato sta tentando di salvare dal fallimento, ha fatto dire all’amministrazione «no, grazie».
«Dopo attente valutazioni, dettate prima di tutto dalla necessità di tutelare il denaro della collettività l’amministrazione comunale di Grosseto ha deciso di confermare la decisione, già assunta lo scorso 12 gennaio, di non aderire alla proposta di concordato preventivo formulata dai commissari giudiziali che curano il caso del Consorzio Etruria», spiega il Comune in un comunicato divulgato ieri intorno alle 16, dopo l’ennesima, ultima riunione prima della scadenza per l’adesione, fissata per ieri.
«Una decisione non facile - spiega il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi -. Pur avendo preso a gennaio la decisione di non procedere con il concordato, ho sempre detto che con condizioni diverse che garantissero sia i lavoratori del Consorzio che gli acquirenti, il Comune avrebbe potuto rivedere la propria posizione. Tuttavia gli ultimi sviluppi non sono andati in questa direzione».
Il Consorzio Etruria stava costruendo per il Comune 300 appartamenti nell’area Peep di via De’ Barberi. Per alcuni i lavori sono arrivati al 60 per cento e una cinquantina di famiglie hanno versato un anticipo, alcuni anche di 100mila euro. Il cantiere, inoltre, dava lavoro a un centinaio di persone, di cui 80 follonichesi.
Già nel 2007 il Consorzio Etruria avrebbe dovuto pagare all’amministrazione grossetana 3 milioni e 700mila euro di oneri di urbanizzazione, ma di quei soldi ne mancano ancora 700mila. E non sono gli unici. Tra conguagli che riguardano la definizione degli oneri patrimoniali, interessi e altre spese (compresa la bonifica dell’area del cantiere, dove un tempo c’era il deposito del Coseca) il Comune ha calcolato che il suo credito ammonta a 2.879.924 euro. Spiccioli, rispetto al debito complessivo del Consorzio – 400 milioni di euro – ma per il bilancio cittadino sono bei soldi.
Eppure il Comune non compare neanche tra i creditori “privilegiati” (è tra i creditori chirografari, il cui credito cioè non è assistito da garanzie) e, in ogni caso, accettare il concordato avrebbe significato rinunciare a parte del dovuto. Quanto? In un primo tempo la proposta dei commissari era stata di restituire al Comune il 35,9, poi era scesa di qualche punto fino al “prendere o lasciare” di giovedì scorso: 5 per cento. Insomma, 90mila euro.
«L’eventuale adesione al concordato - spiega il Comune -. non ha un rilievo preponderante sull’esito definitivo della vicenda visto che la città di Grosseto nella sua classe di creditori è solo l’1%».
«Non abbiamo un piano industriale della nuova compagine - spiega Bonifazi - non abbiamo la garanzia che, col concordato e il passaggio a un’altra ditta, gli appartamenti saranno finiti. Le certezze di riprendere i soldi non ci sono, in nessun caso. Mi auguro che non fallisca, ma in questo caso per lo meno riavremo i terreni».
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