Il dolore
Beve acido per sbaglio gravissimo operaio trentenne
Scambia le bottiglie nella cucina di casa sua. Lotta tra la vita e la morte all’ospedale di Pisa
Uno scherzo del destino, di quelli che non dà alcun segnale prima di manifestarsi. Una bottiglia di acqua che si trasforma in una bottiglia d’acido. Non per magia, ma solo per una disattenzione. E la vita di Mukesh Sing, operaio trentenne di un’azienda agricola di Campagnatico è ora appesa a un filo: il trentenne è stato operato ieri all’ospedale di Pisa. I medici stanno cercando di salvargli la vita, dopo che l’uomo, domenica sera, ha bevuto un mix di acido fosforico e acido nitrico.
L’uomo, di origini indiane, lavora in un’azienda agricola e insieme ad un connazionale condivide un appartamento vicino all’azienda. Domenica mattina è stato lui a prendere quell’acido che viene utilizzato per pulire l’impianto di mungitura delle vacche e a metterlo in una bottiglia senza etichette, di quelle anonime.
Il liquido è incolore e, probabilmente, anche inodore.
Mukesh, pare che con quel liquido volesse pulire qualcosa in casa. C’era forse una macchia ostinata da mandare via e l’uomo ha deciso di utilizzare quell’acido potente con il quale puliva l’impianto di mungitura.
La bottiglia è rimasta per tutto il giorno nell’appartamento dei due operai, senza che loro ripensassero al liquido che c’era dentro.
La sera, quando l’indiano è rientrato nel suo appartamento, aveva sete e ha preso la bottiglia. Ha bevuto, una sorsata lunga. Voleva dissetarsi, si è avvelenato. Anzi, si è completamente ustionato l’esofago e lo stomaco.
Insieme a lui c’era l’altro operaio indiano con il quale lavora nell’azienda agricola. Mukesh ha un contratto a tempo determinato, ama il suo lavoro e, come tutti gli indiani, con le vacche ha un rapporto privilegiato. Il suo amico non si sarebbe reso subito conto della gravità della situazione. Il trentenne è stato male subito sì, ma il suo amico, senza pensare che quel liquido avrebbe potuto ucciderlo all’istante, ha cercato di aiutarlo come poteva. Prima con dell’acqua e sale, che ha fatto vomitare Mukesh, poi con un bicchiere di succo di frutta.
Il trentenne, dopo aver vomitato, sembrava stare meglio. Ma dopo pochi minuti, il suo amico lo avrebbe visto vomitare di nuovo.
Sangue, questa volta.
In pochi attimi ha chiamato un altro dipendente dell’azienda che, viste le condizioni del suo collega, ha avvertito subito il 118.
Non c’era tempo da perdere. I sanitari lo hanno sistemato sull’elisoccorso e lo hanno accompagnato all’ospedale di pisa dove è stato ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di Rianimazione.
Ieri, i medici hanno tentato un intervento per salvare la vita all’uomo.
Nell’appartamento dell’azienda agricola sono arrivati anche i carabinieri di Campagnatico agli ordini del capitano Massimo Turlà e i tecnici della sicurezza sui posti di lavoro dell’Asl per ricostruire la dinamica dell’incidente. Di questo sono certi sia i militari che i sanitari: quello che è successo nell’appartamento dell’azienda agricola di Arcille è stato soltanto un fatale incidente. Quella bottiglia di acido, in quella casa, non avrebbe mai dovuto arrivarci.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
