Statue in fondo al mare per l’ambiente e il turismo
Il progetto presentato dal Consorzio Naturalmente trova subito consensi Le opere d’arte dovrebbero essere utilizzate anche per il ripopolamento
TALAMONE. Una serie di opere d’arte poggiate sul fondo del mare, magari in marmo, che abbiano la doppia funzione di attrazione turistica e di ripopolamento ambientale potrebbe essere una delle prime risposte alla crisi d’immagine cui negli ultimi mesi, a causa del naufragio della Costa Concordia, la costa maremmana è stata sottoposta: e quale migliore collocazione se non quella dei fondali davanti al parco della Maremma, una zona unica nel suo genere che racchiude in pochi chilometri, anche a livello sommerso, tutta una serie di paesaggi biologici tra loro differenziati che costituiscono habitat naturale per migliaia di specie di organismi viventi sotto il livello del mare. E proprio di questo si è parlato ieri mattina ad Alberese, all’agriturismo Montegrappa dove si erano dati appuntamento alcuni appartenenti al Consorzio Naturalmente Toscana che, capitanati da Paolo Fanciulli “Il Pescatore” che hanno esposto i particolari di quello che sembrerebbe un’idea tanto unica quanto interessante: un progetto che dovrebbe chiamarsi la “Città dei Pesci” e che costituirebbe un naturale prolungamento di quanto già fatto nel 2006 quando, in collaborazione con l’Arpat, furono messi a mare davanti alla costa dell’Uccellina molti blocchi di cemento suddivisi in tre grandi zone che costituiscono valide aree di ripopolamento per quasi tutte le specie di pesci. L’obiettivo sarebbe quello di allargare la zona di tutela e di ripopolamento fino alla foce dell’Ombrone, inserendo sott’acqua strutture fisse ma soprattutto quello di creare delle zone, quattro in tutto, dove il ripopolamento potrebbe essere fatto da sculture o bassorilievi in marmo che avrebbero anche la funzione di attrazione turistica ed eventualmente quella didattica-ambientale, il tutto in relazione a quelli che potrebbero essere i soggetti su cui si concentrerebbe l’attenzione degli artisti. In pratica si vorrebbero istituire una serie di percorsi didattici sottomarini in tre punti della costa del parco: davanti al Bagno delle Donne a Talamone, sotto la torre delle Cannelle ed in prossimità del Frontone di Cala di Forno, su fondali sabbiosi che si aggirerebbero intorno ai 10-12 metri. Oltre a ciò, proprio davanti alla Torre di Castelmarino, non lontano da uno dei relitti risalenti alla seconda guerra mondiale, verrebbe creato un “Giardino dell’Arte” dove scultori più o meno famosi potrebbero mettere le loro opere, come in una sorta di museo permanente sottomarino. Un’idea singolare che ha subito incontrato l’interesse e la curiosità di tutti i presenti tra i quali c’erano giornalisti ben noti come Sandro Vannucci, ex-conduttore di Linea Verde, artisti, scultori, operatori turistici e rappresentanti della Pro Loco e di associazioni quali Gas (gruppo di acquisto solidale) di Milano e Roma: insomma un buon numero di persone che costituiranno in pratica un comitato per portare avanti questo proposito che necessiterà di fondi privati per la sua costituzione e soprattutto dell’attenzione delle istituzioni pubbliche.
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