Il Tirreno

Grosseto

Sono 341 i cellulari in dotazione alla Asl. Ecco chi ne ha diritto

Sono 341 i cellulari in dotazione alla Asl. Ecco chi ne ha diritto

Un dipendente su dieci ha un telefono aziendale. Il traffico di un anno ammonta a 60mila euro

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GROSSETO. La parafrasi di un celebre spot offre l’intestazione per la delibera della Asl9 inerente la telefonia mobile aziendale. Infatti prendendo per vero che «una telefonata allunga la vita», l’assunto è ancor più valido se all’altro capo della linea risponde il personale sanitario.

Chissà se la Asl ha tratto ispirazione da questo motto quando ha deliberato l’assegnazione di 341 cellulari ad altrettanti dipendenti ai quali vanno ad aggiungersi 193 sim card utilizzate per altre funzioni come il gsm box, i sistemi di allarme e la trasmissione dei dati. Dunque su un organico di circa 3000 persone, uno su dieci ha un cellulare aziendale che, a seconda dei casi, può essere abilitato ai servizi roaming o alle chiamate internazionali. Tra questi figurano camici bianchi e colletti blu ma anche autisti di ambulanze ed infermieri.

Ad averne diritto automaticamente al momento dell’insediamento sono le figure apicali, ovvero i direttori generale, Fausto Mariotti, amministrativo,Matteo Sammartino, sanitario, Danilo Zuccherelli, e dei servizi sociali, Anna Martini. Per tutti gli altri valgono le modalità stabilite da una delibera nel febbraio scorso che disciplina l’affidamento dei telefonini. La conditio sine qua non è rappresentata da almeno uno dei quattro criteri la cui presenza deve essere certificata dall’unità operativa Affari generali: esigenze di rintracciabilità telefonica in base alle funzioni assegnate; servizi fuori sede svolti in modo abituale o continuativo; frequenti spostamenti; particolari esigenze tecniche di comunicazione o connessione che non possono essere soddisfatte con impianti di telefonia fissa o altri strumenti. In base a questi parametri vengono delineate tre figure papabili di assegnazione: direttori di strutture che richiedono la reperibilità continua; incarichi o ruoli che comportano un’attività su più sedi e necessitano un collegamento costante con la “casa madre”; operatori che devono essere rintracciabili in tempo reale (ad esempio commessi, autisti e infermieri).

L’assegnazione dei cellulari viene decisa attraverso una filiera che comincia con l’inoltro della richiesta da parte dei responsabili delle strutture organizzative all’Uo telecomunicazioni la quale, a sua volta, dopo aver dato un parere tecnico passa la palla alla Uo affari generali. Se viene decretato il nulla osta, sarà poi il direttore amministrativo ad apporre il sigillo definitivo. Il cellulare aziendale però “non è per sempre”. Se non dovesse più sussistere nemmeno uno dei quattro requisiti sopraelencati o se venisse verificato un uso scorretto dell’apparecchio, l’azienda revocherà la concessione.

Tra gli obblighi per l’assegnatario vi sono la raggiungibilità, il dovere di avvertire l’azienda in caso di danneggiamento, furto o smarrimento. Quando lo stesso cellulare viene dato congiuntamente a più persone, responsabile delle sue sorti sarà il direttore della struttura assegnataria. Chi ottiene un telefono a titolo individuale potrà anche adoperarlo per uso personale grazie ad un sistema di fatturazione denominato “dual billing”: prima di ogni chiamata privata bisogna digitare un codice che permette al cellulare di “separare” le telefonate di piacere da quelle di lavoro. E’ un’opportunità basata sul rapporto fiduciario ma sulla quale vigila anche l’Uo telecomunicazioni. L’acquisto degli apparecchi è gestito dall’Estav Sud Est e nel 2011 il traffico telefonico di tutte le sim card è stato di 60mila euro con un risparmio, secondo quanto dichiara la Asl, di 55mila euro l’anno.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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