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Anche l’Ugl nel “fronte del porto”

Anche l’Ugl nel “fronte del porto”

Scarlino, i sindacati sempre più compatti contro le ipotesi di licenziamenti

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SCARLINO. Le temperature sono ancora quelle dell’inverno pieno, ma Il clima all’interno del porto turistico di Scarlino si fa sempre più rovente.

Dopo la Cgil, anche la Ugl ha dichiarato lo stato di agitazione dei propri associati dopo le voci su possibili licenziamenti tra il personale di Marina Management. Al di là delle sigle sindacali, infatti, i lavoratori sono uniti.

«Ci conosciamo tutti tra di noi», spiega un dipendente. Quindi la posizione è univoca e ora, attraverso i propri sindacati, stanno dicendo alla società che a questi esuberi non ci stanno.

A provocare la reazione rabbiosa dei dipendenti, oltre alla ovvia preoccupazione per il proprio posto di lavoro, è stato l’ultimo incontro tra le rsa aziendali e i vertici di Marina Management.

I rappresentanti sindacali infatti si sono presentati a quel tavolo con uno stato d’animo quasi sollevato, dato che la società aveva parlato di una riorganizzazione del personale soltanto due settimane prima, scartando quindi l’ipotesi di eventuali licenziamenti.

Dichiarazioni che trovarono il sostegno delle istituzioni, dal Comune di Scarlino alla Provincia di Grosseto, durante la tappa in Maremma della commissione regionale sull’occupazione.

Una linea però che adesso sembra radicalmente cambiata, con la Marina che di fronte ai lavoratori ha parlato di una ristrutturazione.

Un campanello di allarme, vista l’imminente avvio dela stagione turistica, abbastanza rumoroso da arrivare alle orecchie dell’amministrazione.

Tant’è che il sindaco Maurizio Bizzarri ha manifestato la propria preoccupazione, dicendo che il Comune vigilerà sulla situazione, anche in base alla convenzione appena firmata.

Ma lo spettro dei licenziamenti continua ad aleggiare sul porto del Puntone, dalla torretta fino agli ormeggiatori, dove già da tempo i lavoratori sono alle prese con la cassa integrazione a rotazione.

Oggi, in previsione di questa ristrutturazione, gli stessi dipendenti non escludono forme di protesta ecclatanti, come uno sciopero. Un’ipotesi questa che si concretizzerà solo se arriverà l’ufficilità del taglio ai posti di lavoro.

I sindacati però hanno già dichiarato battaglia: «non tratteremo neanche un solo licenziamento», ha detto a chiare lettere la Cgil, riportando l’umore di tutti i lavoratori della struttura. (a.f.)

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