Lutto
Un porto nuovo di zecca? Castiglione lo fa... a terra
Il Comune e la Provincia lanciano un bando: si cercano ipotesi progettuali per la realizzazione di una darsena e di centinaia di posti barca, ma “a secco”
CASTIGLIONE. L’idea di realizzare una darsena prima del ponte Giorgini, e un’area contigua di rimessaggio delle barche a terra, non è una vera novità per Castiglione. Da anni infatti l’idea circola fra addetti ai lavori e amministratori. Allargare la struttura del porto canale castiglionese e dare sfogo alla nautica da diporto, è sempre stato un obiettivo immaginato da molti. Ora però il progetto potrebbe avere un futuro: è stato infatti proposto “un concorso di idee” da parte della Provincia di Grosseto e del Comune di Castiglione, e saranno i liberi professionisti, singoli o associati, società d’ingegneria, raggruppamenti temporanei, consorzi e lavoratori subordinati, che poteranno pensarlo.
Il bando, dopo la sottoscrizione del protocollo d’intesa fra la Provincia e il Comune, uscirà alla fine del mese, e rimarrà aperto fino al 31 maggio: a chi avrà proposto il progetto più intrigante andrà comunque un premio in denaro di 8mila euro, oltre alla possibilità di continuare a lavorare nelle fasi successive dell’opera. Premi in denaro anche a chi salirà sul podio virtuale, sempre a discrezione della commissione esaminatrice.
Nella conferenza stampa tenuta nella sede della ex Apt in via Monterosa a Grosseto, a presentare il bando sono stati l’assessore provinciale al turismo Gianfranco Chelini, e l’assessore Pier Paolo Rotoloni (turismo) e Fabio Tavarelli, consigliere delegato all’urbanistica, del Comune di Castiglione.
Realizzare un “porto a secco” – è stato sottolineato – guarda al futuro: 500 i posti barca che saranno al massimo disponibili, destinati soprattutto alle imbarcazioni di piccolo cabotaggio, con la consapevolezza di realizzare un’opera compatibile con il paesaggio circostanze.
L’assessore Chelini ha aggiunto: «La riqualificazione dei porti turistici è strategica per la crescita economica locale. E per Castiglione un porto a secco consentirebbe di ripensare complessivamente tutta l’area portuale. La Provincia con la firma del protocollo d’intesa si impegna così a sostenere il Comune nella ricerca dei finanziamenti, per poter poi continuare le ulteriori fasi».
«In parallelo a questa iniziativa –conclude Tavarelli –, il Comune sta effettuando un’analisi di fattibilità della darsena a terra e anche l’ampliamento di quella esistente all’inizio dell’imboccatura del porto. Dopo gli studi potremo così avviare il confronto con la Regione e la Provincia. Sempre all’insegna della sostenibilità».
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